Belluno, 20 novembre 2021 – Sedicesima settimana e diciassettesimo appuntamento a Belluno con il dissenso. E’ Cristina Muratore la protagonista della manifestazione no green pass che oggi si è tenuta al Parco “Città di Bologna”. La farmacista bellunese torna dopo aver contratto la malattia sars cov-2 e dà la notizia della guarigione e della riapertura da lunedì della farmacia Veneggia in via degli Agricoltori 7 a Belluno. Torna, dunque, da vincitrice Cristinna Muratore che in mezz’ora di intervento, dalle 17:00 alle 17:30 racconta la sua avventura.
“Ho avuto il covid! Ho passato 5 giorni con la febbre a 38 e in una settimana sono guarita”. La Muratore ha elencato nel dettaglio i farmaci utilizzati e quelli che non ha avuto bisogno di assumere, precisando che la cura domiciliare dev’essere seguita da un medico. “E’ una malattia che può avere esiti gravi, ma è curabile se presa agli esordi, entro i primi 2-3 giorni. Però le cure sono a tutt’oggi osteggiate. Il fatto di aver contratto la malattia e di esser guarita mi dà l’immunità naturale e ora posso finalmente tornare a lavorare”. “I termini no-vax, si-vax non hanno senso – ha detto la dottoressa Mutarore – ci sono persone che hanno fatto la prima e la seconda dose, ma sono riluttanti a fare il terzo vaccino. Sono no-vax? La scienza dice che per sottoporsi a un trattamento terapeutico prima si valuti il rischio e il beneficio, secondo il principio di precauzione. E’ una posizione no-vax? Certo, sono semplificazioni giornalistiche, ma servono solo a dividere la popolazione. Non cadiamo in questa trappola. Il nemico non è il nostro vicino”. Una stoccata l’ha data anche alla politica, al premier Draghi quando in tv disse “chi non si vaccina muore”. E anche all’Ordine dei pediatri “che ancor prima di avere il via libera dell’Ema (Agenzia Europea del Farmaco), hanno detto sì ai vaccini ai bambini”. E anche al green pass “una misura che non ha valenza scientifica, perché anche i vaccinati possono contagiare”. “Ora – ha concluso Cristina Muratore – nessuno mi può dire ‘vieni a vedere le terapie intensive’, perché la malattia l’ho vissuta su me stessa”.
Il pomeriggio, iniziato alle 15:00 è stato introdotto dalla musica di una band di Vittorio Veneto e da alcuni interventi. Si è parlato della repressione inglese del 1697 quando perseguitarono i cantastorie. E dell’ex ministro Lorenzin “che aprì la prima breccia” portando a 10 vaccini obbligatori per i bambini e altri 4-5 consigliati. “C’è una battaglia in corso – è stato detto – siamo sotto attacco, prima è toccato ai sanitari, poi ai professori e ora il prossimo fronte è sui bambini”.



