
«La telemedicina può essere una soluzione importante per garantire un servizio sanitario capillare alle aree di montagna. Fondamentale per le comunità delle terre alte». Così in una nota il presidente del Comitato paritetico Fcc, intervenendo nel giorno dell’avvio della teleoculistica, parte del più vasto progetto di sviluppo della telemedicina, finanziata dall’Ulss 1 Dolomiti e cofinanzata dal Fondo Comuni confinanti che prevede televisite, teleconsulti e tele monitoraggio.
In particolare, a Pieve di Cadore è entrato in funzione il primo dei 4 retinografi previsti che saranno installati nei 4 centri anti diabeti della Provincia. L’apparecchio diagnostico serve per eseguire lo screening di tutti i pazienti diabetici e individuare in maniera precoce la retinopatia diabetica (che costituisce la più importante causa di cecità), con un solo accesso all’ospedale più vicino, facendo risparmiare al paziente e al suo accompagnatore, spostamenti e tempo.
«Con questo tassello, l’offerta sanitaria del territorio bellunese aumenta di livello – sottolinea Bond -. E lo fa anche grazie al Fondo Comuni confinanti, in un progetto che complessivamente vale 1,5 milioni di euro, di cui 1,1 milioni da Fcc. Credo davvero che debbano sempre di più essere queste le iniziative di area vasta del Fondo, per portare benefici diffusi a tutta la provincia e colmare il gap rispetto ai territori autonomi confinanti. Altre iniziative simili potranno trovare spazio nella prossima programmazione delle risorse di area vasta 2019-2024».


