
Roma, 29 ottobre 2021 Il sistema dei bonus costituisce forse l’unico problema della manovra che approderà al Senato la settimana prossima. «Io spero che il Senato trovi i punti di convergenza per modificare le bozze giunte dal governo», afferma il deputato bellunese Roger De Menech. «L’Italia è un paese fragile ed esposto a continui terremoti. Noi stessi abitiamo una delle aree con un rischio sismico alto. Finanziare lavori di ammodernamento e di adeguamento per far resistere gli edifici a eventi catastrofici è un investimento, non un costo. Significa, in caso di terremoti, risparmiare miliardi di euro per la ricostruzione ed enormi sofferenze a chi rischia di perdere tutto».
La previsione dell’esecutivo è di prorogare il 110 per cento al 2023 solo per i lavori in ambito condominiale mentre per le abitazioni monofamiliari l’estensione si riduce a 6 mesi e condizionata dell’Isee, i cui parametri di fatto escludono la stragrande maggioranza dei potenziali utilizzatori. Il bonus facciate è di gran lunga ridotto con l’inevitabile conseguenza di interrompere la riqualificazione urbana appena avviata. Anche il bonus sport al momento non verrebbe rifinanziato. Infine sarebbero eliminati lo sconto in fattura e la cessione del credito – restano solo per il superbonus 110 per cento – due misure di agevolazione dei nuclei familiari più deboli economicamente.
«Secondo me c’è un grosso equivoco», spiega De Menech. «Il 110 non nasce come misura di perequazione sociale ma come operazione di rigenerazione del patrimonio edilizio e per questo non credo abbia senso l’Isee per le unifamiliari. In questo modo si esclude dal beneficio la gran parte delle abitazioni dei nostri paesi – case unifamiliari ma certamente non di valore – mentre un condominio ai Parioli con attico e superattico non ha certo bisogno dell’Isee».
Dispiace molto, conclude il deputato, perché la manovra è fortemente orientata alla crescita e merita complessivamente un voto alto: rafforza l’impegno per la sanità e per le persone non autosufficienti, alza gli stipendi e riduce i costi delle imprese, amplia il numero di lavoratori che può beneficiare di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione. Equità, crescita, coesione sociale, competitività. La direzione è quella giusta. In Parlamento si lavorerà sodo per migliorarne alcuni capitoli a cominciare da quello sul superbonus».



