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Giacomo Bonan premiato nella sezione “Finestra sulle Venezie” al Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”

Giacomo Bonan

Il libro “Le acque agitate della patria. L’industrializzazione del Piave (1882 – 1966)” (Viella Editrice, 2020) di Giacomo Bonan, integra gli studi sino ad oggi pubblicati basandosi su fonti anche inedite ed ha per questo convinto la giuria del prestigioso riconoscimento dedicato a Giuseppe Mazzotti, noto come il salvatore delle ville venete.

L’autore racconta il ruolo del Piave nello sviluppo del Veneto e dell’Italia: il fiume è divenuto l’emblema della modernizzazione del paese attraverso l’industria idroelettrica, le irrigazio¬ni intensive e le bonifiche meccaniche.
Potrebbero essere definite tre “biografie” le opere vincitrici della XXXIX edizione 2021 del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, prestigioso concorso “per libri di montagna, alpinismo, esplorazione – viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e Finestra sulle Venezie sulla civiltà veneta” dedicato alla figura e all’opera di Giuseppe Mazzotti*, eclettico intellettuale trevigiano (scrittore, alpinista, gastronomo, salvatore delle ville venete, per molti anni consigliere del Touring Club Italiano scomparso 40 anni fa), annunciate oggi nel corso della conferenza stampa svoltasi a Treviso nella sede della Camera di Commercio di Treviso – Belluno | Dolomiti. Non narrano però vite di persone bensì di luoghi che, pur molto diversi tra loro, sono accomunati dal fatto che non corrispondono (più) al nostro immaginario: come il Piave, emblema della modernizzazione nazionale e uno dei fiumi più sfruttati e artificializzati d’Europa, de “Le acque agitate della patria. L’industrializzazione del Piave (1882 – 1966)” (Viella Editrice, 2020) del ricercatore di Feltre (Belluno) Giacomo Bonan, vincitore nella Sezione Finestra sulle Venezie.
Vincitori delle altre due sezioni sono risultati “La montagna calabrese”, a cura di Giovanna De Sensi e Tonino Ceravolo (Rubettino Editore, 2020), che ha prevalso nella Sezione Montagna e indaga passato, presente e futuro dei monti che fanno da spartiacque tra Ionio e Tirreno e che hanno caratterizzato l’immagine stessa della Calabria, e “La tigre e il drone. Il continente indiano tra divinità e robot, rivoluzioni e crisi climatiche” (Marsilio, 2020) del giornalista Carlo Pizzati, libro selezionato nella Sezione Esplorazione-Viaggi. Destinatario del Premio Speciale della Giuria, è risultato “Tre volte a Gerusalemme” di Fernando Gentilini (La Nave di Teseo, 2020), diario atipico di una città emblematica e contraddittoria in cui le tante identità diverse sembrano sfumare e mescolarsi tra loro.

Il corso della modernizzazione. In “Le acque agitate della patria. L’industrializzazione del Piave (1882 – 1966)” Giacomo Bonan, postdoctoral fellow alla Goethe-Universität Frankfurt e ricercatore associato al Laboratorio di Storia delle Alpi dell’Università della Svizzera Italiana, nato nel 1987 a Feltre (Belluno), traccia la biografia del fiume, mettendo in luce le interdipendenze tra trasformazioni ambientali, culturali e sociali e la loro ridefinizione reciproca nel corso del processo di modernizzazione. Il Piave è stato cruciale nella storia d’Italia. A lungo via di comunicazione tra le Alpi, Venezia e l’Adriatico, dopo la Prima guerra mondiale è stato celebrato come “fiume sacro alla patria” ed è stato l’emblema della modernizzazione del paese attraverso l’industria idroelettrica, le irrigazio¬ni intensive e le bonifiche meccaniche.
Oggi è considerato uno dei fiumi più sfruttati e artificializzati d’Europa, ed è conosciuto nel mon¬do soprattutto per il disastro del Vajont, che l’Unesco ha definito un caso esemplare di ciò che accade quando ingegneri e geologi si rivelano incapaci di cogliere la natura del problema che stanno cercando di affrontare.

“Il volume – spiegano i componenti della Giuria, presieduta dal giornalista e storico direttore di Airone Salvatore Giannella – ripercorre accuratamente, basandosi su fonti in gran parte inedite, la storia dell’utilizzazione dell’acqua del Piave, e in particolare della parte montana del fiume, caratterizzata da
vistosi dislivelli, dalla prima età industriale alla tragedia del Vajont, un territorio di cui la devastante
alluvione del 1882 aveva confermato la fragilità, che si prestava tuttavia alla produzione di quell’energia idroelettrica di cui l’esposizione di Parigi del 1881 aveva illustrato le potenzialità, decisamente interessanti lì dove il carbone mancava. Integrando gli studi sul Piave fino ad oggi pubblicati, dedicati per lo più alla parte inferiore del fiume in età veneziana utilizzata per il trasporto di merci, soprattutto legname, come si legge nei capitoli introduttivi, l’autore ripercorre i l vivacissimo dibattito che ha accompagnato l’utilizzazione dell’energia idroelettrica, un’avvincente avventura che procede parallelamente allo sviluppo industriale di Marghera e coinvolge saperi e tecniche (Università di Padova), politica ed economia all’insegna della continuità, nonostante l’instabilità a livello istituzionale”.

Iniziative collaterali al Premio
La XXXIX edizione del Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti si concluderà con due importanti
appuntamenti. Venerdì 29 ottobre, dalle 9.00 e per tutta la giornata, all’Auditorium della Provincia di Treviso – Sant’Artemio è in programma il seminario “L’orologio dell’acqua”, inserito nel progetto Mazzotti contemporaneo, che si propone di far emergere e premiare personaggi che si sono particolarmente distinti per studi, ricerche, realizzazioni e iniziative a favore dell’ambiente (Premio Lampadiere dell’Ambiente). Il tema sarà il valore strategico dell’acqua per la vita dell’uomo e dell’ambiente e la corretta gestione.
Il secondo appuntamento, sarà una vera ‘chicca’, si tratta di un omaggio a Mario Rigoni Stern e ad Andrea Zanzotto, nel centenario della nascita. Entrambi erano stati insigniti del Premio Honoris Causa rispettivamente nel 2002 e 2008. Nelle teche del Premio è stato recuperato un lungo dialogo fra i due artisti, che verrà riproposto integralmente, oltre all’intervento di una italianista, di un attore e di un musicista. La festa si svolgerà sabato 4 dicembre al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Treviso).

La cerimonia di premiazione
La cerimonia che tradizionalmente si svolge al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Treviso) quest’anno si terrà sabato 20 novembre alle 15.30 in presenza nella Sala Borsa della sede trevigiana della Camera di Commercio di Treviso-Belluno e sarà trasmessa attraverso il canale Youtube e la pagina Facebook del Premio.
Non mancheranno gli interventi dei vincitori, così come non sarà disatteso il momento più emozionante della cerimonia, lo spoglio dei voti della Consulta dei lettori, composta da 40 persone provenienti da vari ambiti della società civile scelte nel Triveneto, che assegnerà il Super Premio “La Voce dei Lettori” di 3.000,00 euro ad uno dei tre vincitori delle altrettante sezioni di gara.
Sarà l’occasione anche per consegnare il Premio Honoris Causa a Brunello Cucinelli, stilista umbro riconosciuto come il “re del cachemire” che vede la sua impresa non soltanto come produttrice di ricchezza, ma come ambito di azione per sviluppare e incrementare il sogno di un capitalismo che valorizzi l’uomo.

 

 

 

 

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