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Vajont 9 ottobre 1963. L’intervento commemorativo del sindaco di Longarone Roberto Padrin per il 58mo anniversario del disastro

Roberto Padrin – Presidente della Provincia e sindaco di Longarone

Longarone, 9 ottobre 2021 – Oggi per tutti noi qui presenti aleggia in questo cimitero la Memoria, presente nei pensieri di ognuno di noi, quasi a rendersi palpabile, in un’atmosfera intrisa di commozione e di un dolore segnato da una verità mai cicatrizzata, sempre aperta. E’ questa la nostra Croce e nello stesso tempo la testimonianza che alimenta la speranza di una società più sobria e preparata a offrire il sacrificio di queste comunità alle nuove generazioni, affinché il profitto possa essere perseguito senza prevaricazioni. E’ questa la ragione per la quale ci ritroviamo annualmente in questo luogo che rappresenta per ognuno di noi e per quelli che ne raccolgono il messaggio, un momento di grande intensità ed emozione, sino a suscitare un risveglio spirituale che ci coinvolge tutti.

E’ questo il momento più vero nel contesto delle commemorazioni che annualmente promuoviamo per radicare la Memoria del sacrificio di 1.910 persone, moltissimi bambini, operato per mano umana e per il mero egoismo al quale l’essere umano, ancora non riesce a resistere: il profitto ad ogni costo! Accogliamo tutti, dunque, questo messaggio con la speranza di poterci avviare verso un futuro migliore e solidale, senza mai piegarci alle tentazioni.

Oggi si celebra anche la Giornata nazionale in memoria delle Vittime dei disastri ambientali e industriali. Questa ricorrenza, accostata al 9 ottobre, porta con sè un suo importante significato simbolico, un prezioso momento sia di salvaguardia della memoria delle Vittime e della storia della comunità nazionale, quanto di riflessione sul dovuto rispetto verso le risorse ambientali, di quelle naturali e del patrimonio paesaggistico e culturale del Nostro Paese.

Preziosa deve la collaborazione di tutti nel raggiungimento dello scopo di trasmettere, soprattutto ai nostri giovani l’importanza della memoria, della partecipazione, dei temi della sostenibilità e della corresponsabilità etica nella costruzione di un modello di sviluppo innovativo, volto alla crescita dell’essere umano, allo sviluppo sociale del territorio e alla creazione di una comunità più equa ed inclusiva.

In questo luogo, proprio per non dimenticare, percepiamo intensa una situazione ancora particolarmente difficile per il nostro Paese che sta adoperandosi per uscire dal “male Coronavirus” che ha colpito moltissime persone mettendo a dura prova le nostre certezze e la nostra libertà, portando alla luce le debolezze di una società che ora, con forte senso di responsabilità, sta dando fondo a tutte le proprie forze per sconfiggere questo terribile ed invisibile avversario.

Ci stiamo intanto lasciando alle spalle un altro anno di difficoltà per il cui sollievo non possiamo che ringraziare tutto il personale sanitario che si è occupato di noi fino allo stremo delle forze e poi aiutandoci ad uscirne attraverso la vaccinazione, che in taluni casi ha però acuito il conflitto sociale tra i favorevoli e i contrari. Forme di rabbia, queste, certamente da non sottovalutare.

Per analogia mi piace evidenziare e ricordare che le nostre popolazioni, nel Vajont, hanno saputo rialzare la testa e ricostruire, forti di uno spirito unitario condiviso; in altre situazioni anche l’Italia è riuscita a superare momenti pure peggiori, ma per fortuna non si respirava, allora, l’aria della disobbedienza e dell’intolleranza, tanta era la volontà di sopravvivere e di andare avanti con grande determinazione.

Ricordiamoci, in questo momento, che i nostri nonni, pur non disponendo delle opportunità offerte dal mondo moderno, hanno messo in campo “grinta” e resistenza, tramandandoci un’Italia ancora più forte, con orgoglio e fierezza. Quei nonni che per molti mesi non abbiamo potuto andare ad incontrare nelle Case di riposo, che ci guardavano da un vetro o ci abbracciavano avvolti da un telo trasparente, non potendo ricevere un abbraccio vero.

Un grazie particolare tra i presenti gli amici arrivati da Bagni di Lucca, città a noi gemellata, Caerano San Marco e Tesero, paesi con i quali abbiamo stretto Patti di amicizia, nel segno di comuni destini. Un saluto agli amici del Brasile di Urussanga che ci sono sempre vicini in queste giornate tristi pur così distanti fisicamente. E poi ai tanti gruppi di Alpini arrivati quest’anno addirittura da Fanano e Nichelino, a tutte indistintamente le forze dell’ordine di allora e degli Vigili del Fuoco che quest’anno attraverso la loro Associazione hanno provveduto alla sistemazione del monumento e della croce di questo cimitero.

Un caro saluto lo rivolgo poi al soccorritore Massimo Bernardini che arriva da Roma, tornato oggi nei luoghi che lo hanno visto lasciare un pezzo del suo cuore 58 anni fa. A lui va l’abbraccio ideale delle nostre comunità a tutte quelle migliaia di persone che ci aiutarono a ripartire sotto l’egida di una straordinaria solidarietà offertaci da ogni parte del mondo. Molti di questi soccorritori sono oggi presenti, come ogni anno, per condividere con noi questo momento dedicato alla Memoria, quella con la emme maiuscola, partecipando con commozione ed emozioni scolpite nel loro animo dopo la partecipazione a quelle giornate strazianti. A tutti loro, vera straordinaria ricchezza del nostro Paese, e a quanti si prodigano quotidianamente nella solidarietà, non ci stancheremo mai dire loro GRAZIE!!!

Nel riprendere alcune parole del discorso che ci ha inviato il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli che ha definito l’Italia “Un Paese meraviglioso, un luogo in cui la natura e la biodiversità sono riusciti negli anni a coniugarsi con la straordinaria ricchezza artistica e la millenaria cultura della terra. Ma senza dimenticare che il nostro è anche un territorio fragilissimo, delicato e sottoposto sempre a grandi rischi naturali. Lo vediamo troppo spesso. Questo ripetersi di eventi tragici è essenzialmente un problema di carattere culturale che può essere affrontato e risolto attraverso un’azione politica che abbia la volontà di prendersi cura delle persone e del territorio in cui vivono”. Renzo Piano ha parlato di forte azione di rammendo, io dico che dobbiamo utilizzare al meglio i fondi del Pnrr proprio per tutelare il nostro paesaggio, per curare i nostri piccoli borghi attraverso una assunzione di responsabilità che deve indirizzare l’uomo verso una sostenibilità sociale e ambientale. Solo così potremmo dire che la lezione del Vajont sarà servita. Ora o mai più.

Questo deve essere l’approccio culturale di base per poter attuare politiche di prevenzione, vale a dire l’unico strumento sostenibile e veramente efficace per evitare il ricorso alle cure dopo il prossimo evento catastrofico. Per questo, da Longarone, ci attiviamo, particolarmente, in occasione degli anniversari del Vajont per rendere i nostri eventi dei collettori di comunicazione d’attualità e di circostanza, iniziative di ogni genere, culturali, sportive, religiose, civiche, storico bibliografiche, economiche, solidaristiche, tutte sotto l’egida della Memoria del Vajont. Tutto ciò perché vogliamo promuovere con costanza i principi virtuosi della verità, della giustizia, della libertà, del senso civico, del rispetto dell’uomo e della natura, della solidarietà e della sicurezza di tutti, laddove l’uomo esercita le proprie azioni nel corso della sua vita.

Permettetemi ora di ricordare alcuni momenti delle celebrazioni di quest’anno iniziate con le tradizionale pedonata sui luoghi della memoria e con l’intitolazione della scalinata al giudice Mario Fabbri, al quale le nostre comunità saranno riconoscenti in modo perenne. Ieri sera poi l’incontro con il regista di “VAJONT”, Renzo Martinelli, oggi qui tra noi, che vent’anni fa ottenne un grande successo nelle sale cinematografiche portando nei cinema italiani e all’estero la nostra storia, contribuendo fortemente alla divulgazione della tragedia; con gli occhi lucidi ci ha fatto rivivere i lunghi mesi di riprese manifestando tutto l’affetto per le nostre comunità che si porta sempre nel cuore assicurando la volontà di realizzare un film sul dopo Vajont. Sabato 23 ci sarà poi la presentazione del progetto “Un ritorno al passato: il Vajont narrato con la tecnologia del Cinema VR” curato dalla Fondazione Vajont in sinergia con Artheria che permetterà al pubblico di accedere ad una narrazione della sciagura totalmente innovativa. Da non perdere; fino al convegno di fine novembre dal titolo: “Responsabilità: l’etica nel lavoro e nell’industria pubblica – un filo rosso che unisce Vajont, Ponte Morandi, Funivia Stresa Mottarone”; argomenti di grande attualità che permetteranno di tenere alto il livello della sensibilizzazione su temi che interessano la qualità della vita e la sua sicurezza.

Segnalo infine l’istituzione del nuovo premio “I Murazzi” alla memoria del dottor Gianfranco Trevisan, che riposa in questo cimitero al quale la nostra comunità deve tantissimo. Tra pochi giorni la Fondazione Vajont ripresenterà inoltre la candidatura del “Fondo processuale del Vajont” nel Registro Memory of the World – UNESCO e che il 29 ottobre verrà avviata la preparazione del 60° anniversario della tragedia con la presentazione di un Concorso grafico nazionale per la realizzazione di uno specifico logo che ne caratterizzerà la diffusione su scala internazionale.

Chiudo ora con un pensiero personale. Alcuni giorni fa ci ha lasciato Giovanna, per tantissimi anni “custode” amorevole del Cimitero delle Vittime di Fortogna lasciando il testimone alla nostra cara Annarosa. A queste persone ricche di grandi valori va la tutta la nostra immensa stima e gratitudine.

Roberto Padrin – Sindaco di Longarone

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