Nella trasmissione del 28 settembre di “Cartabianca”, Mauro Corona ha espresso le proprie opinioni su svariate questioni, tra cui il problema dell’invasione di cinghiali nelle città.
“Corona è considerato esperto di natura e animali sostanzialmente per due ragioni – fa notare in una nota l’Associazione Centopercentoanimalisti – vive in un paese tra i monti e da giovane ha fatto il bracconiere…”
“Tuttavia Corona non è uno stupido, e la lista di banalità e inesattezze che ha sciorinato riguardo i cinghiali, fa pensare che abbia recitato un testo non suo. Quello che invece ha messo in mostra la genialità del baldo montanaro, è la soluzione che propone al problema. Secondo Corona ci sono troppi animali selvatici perché c’è troppo poca caccia”.
“Gli animali sono cresciuti e invadono le città perché sono calati i cacciatori. Ergo: aumentare cacciatori e caccia “di selezione” (cioè di sterminio). Non dice Corona che cinghiali (ma anche mufloni, stambecchi, etc) che 50 anni fa non c’erano – estinti da migliaia di anni – sono stati reintrodotti artificialmente proprio dai cacciatori, per divertirsi ad ucciderli. Specie alloctone, più prolifiche, che si sono riprodotte, in un ambiente dove gli stessi cacciatori avevano eliminato i predatori, naturali controllori del numero e della salute dei cinghiali.
Quindi – conclude la nota di Centopercentoanimalisti – noi suggeriamo che gli eventuali danni li paghino le associazioni venatorie e i singoli cacciatori. Inoltre, se campagne, montagne, boschi vengono sempre più invase da strade, alberghi, case, impianti di risalita e piste da sci, etc, dove devono andare gli animali liberi superstiti? Qua la questione è una sola: o gli umani imparano a convivere con le altre specie, oppure dovremo abituarci a vivere in un deserto”.
