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sabato, Ottobre 16, 2021
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Inaugurata la briglia di Cancia a Borca di Cadore

Sono stati inaugurati questa mattina i lavori di difesa dell’abitato di Cancia a Borca di
Cadore.

Primo stralcio “Zona del nodo idraulico Forcella Salvella-Bus del Diau” Obiettivo – mitigazione del rischio di colata detritica che interessa il canalone di Cancia e che da anni minaccia le abitazioni sottostanti, la viabilità comunale e la strada statale 51 di Alemagna.
Importo lavori – 4.135.000 euro

L’intervento
Le colate detritiche che scendono dal monte Antelao sono causate da precipitazioni
di breve durata e forte intensità, concentrate prevalentemente nel periodo estivo.
La quantità più frequente di materiale mobilizzato con una colata solido-liquida è
stimata in 10.000 – 50.000 metri cubi (le massime quantità ipotizzabili, in caso di
eventi con tempi di ritorno significativi, sono stimate attorno ai 100.000 metri cubi).
I fenomeni si innescano lungo il canalone, a quota 1.666 metri circa, scendono a
valle e si aggravano fortemente a quota 1.300 metri, dove al materiale solido si
aggiungono le acque del rio Bus del Diau, le quali mobilizzano la parte rocciosa e
solida di colata presente per poi trascinarla a valle.
L’intervento è consistito nella realizzazione delle seguenti opere:
Briglia frangicolata → L’opera principale è una briglia frangicolata del tipo “Sabo
dam”. Si tratta di una opera trasversale di trattenuta in cemento armato di tipo
aperto, all’interno della quale sono inseriti elementi in acciaio frangicolata alti
all’incirca 6 metri, funzionali a trattenere i massi più grandi della colata. È stata
realizzata a monte della ridisegnata confluenza tra il Bus del Diau e la colata
detritica e serve a fermare la parte più consistente della colata prima che raggiunga
la componente liquida.
Deviazione Bus del Diau → Prolungamento del canale, con deviazione e
spostamento della confluenza esistente da 1.362 metri fino a 1.260 metri di quota.
L’opera ha uno sviluppo complessivo di 330 metri circa, costituito da tre tratti che
terminano con tre salti di fondo, l’ultimo dei quali corrisponde alla vasca di
dissipazione dell’energia del canale in ingresso.
Risagomatura della cosiddetta “Rovina di Cancia” → Con questo intervento si
intende conferire alle possibili colate detritiche un convogliamento il più possibile
centrale rispetto al canalone, evitando il rischio di sormonto. Il tratto interessato
dall’operazione ha uno sviluppo di 70 metri circa e una larghezza variabile a
seconda della conformazione del terreno (comunque non inferiore a 13 metri).
Sono state realizzate anche alcune scogliere in massi ciclopici a protezione degli
argini, sia a monte che a valle della briglia frangicolata.

Cronologia della frana e del progetto
La frazione di Cancia è stata storicamente e ripetutamente interessata da fenomeni di colata detritica provenienti dal canalone a monte, denominato “Rovina di Cancia”, che in più occasioni hanno causato vittime. Nel luglio 1737, ad esempio, una colata causò danni ingenti agli abitati di Sala e Resinego, provocando anche 17 morti. Altre colate importanti risalgono al 27 luglio 1868 e al gennaio 1948, con la distruzione del paese e numerosi morti.
Del più recente passato si ricordano i numerosi episodi di innesco della frana avvenuti tra il 1992 e il 1999 (almeno uno all’anno), con accumuli di detriti nel canale, danni a qualche edificio e alla Statale 51 di Alemagna sottostante. L’episodio recente più drammatico risale al 18 luglio 2009, quando la colata detritica raggiunse le abitazioni e provocò due vittime.
Oltre all’abitato di Cancia, la frana minaccia anche la viabilità comunale, in particolare la strada di accesso al villaggio Corte di Cadore, e la strada statale di Alemagna, entrambe a rischio di interruzione.
Fin dal 1987, la Regione Veneto ha realizzato numerose opere di mitigazione, fra cui una piazza di deposito, argini, briglie e soglie in gabbioni lungo l’alveo per ridurre l’erosione, un sistema di due vasche di accumulo a fine canalone e un sistema di drenaggio che porta le acque al vicino Rio Miolei, e da qui al torrente Boite.
In seguito ai due episodi avvenuti nel 1994 e 1996, che movimentarono rispettivamente circa 25.000 e 45.000 metri cubi di materiale, la Regione istituì un Comitato tecnico con lo scopo di analizzare a fondo la problematica e individuare le possibili soluzioni strutturali. A conclusione dei lavori della commissione, venne avviata la progettazione degli interventi strutturali di mitigazione del rischio idrogeologico.
Il progetto, approvato nel 2009, prevedeva la costruzione di una vasca di accumulo di materiale detritico a valle del canalone, avente una capacità di deposito di oltre 100.000 metri cubi, provvista di sistemi di drenaggio della fase liquida, oltre a opere complementari di stabilizzazione del canalone.
Il 18 luglio 2009, nell’imminenza dell’appalto dei lavori, si verificò una colata detritica di circa 50.000 metri cubi, trattenuta solo in parte dalle opere provvisorie realizzate, con conseguente cedimento di due file di gabbioni della vasca terminale e la tracimazione di una ingente quantità di miscela altamente fluida che investì alcune abitazioni causando due vittime e molti danni. A seguito dell’evento, la Regione dispose in somma urgenza il ripristino delle opere di difesa, per di mettere provvisoriamente in sicurezza l’abitato di
Cancia. A seguito dell’episodio si ritenne opportuno valutare soluzioni alternative a quelle previste in progetto.
In applicazione dell’art. 85 della Legge Regionale 11 del 2001 venne trasferita alla Provincia di Belluno la responsabilità del procedimento per l’individuazione e la progettazione degli interventi di mitigazione sul dissesto idrogeologico.
Dalla presa in carico di tutta la problematica di Cancia, la Provincia ha curato costantemente la manutenzione ordinaria e straordinaria del canalone, asportando periodicamente il materiale depositato nella piazza alta e nelle vasche di contenimento a valle.
La Provincia di Belluno, acquisita la responsabilità del procedimento, ha avviato una serie di studi e indagini per analizzare il fenomeno. A seguito dei risultati dello studio “Collaborazione in ricerca sul sito di Cancia per lo studio e l’individuazione di soluzioni progettuali per interventi di mitigazione del rischio da colata detritica”,
redatto dal CNR-IRPI di Padova nel 2011, fu commissionato uno studio di fattibilità generale con l’obiettivo di individuare gli interventi di mitigazione più efficaci di riduzione del rischio di colate detritiche sugli abitati a valle del canalone. Sulla base degli esiti dello studio di fattibilità, completato nel 2012, fu avviato il progetto preliminare, approvato nel 2014. Nel 2015 si verificarono due colate detritiche, la prima il 23 luglio e la seconda il 4 agosto, che depositarono nelle vasche di accumulo quasi 35.000 metri cubi di materiale. Questi
eventi fornirono ulteriori dati, informazioni e modellazioni che si ritenne utile considerare nella stesura del progetto definitivo.
Nel 2017 Il progetto fu approvato per un importo complessivo di 7.500.000 euro.
La Provincia inserì un primo stralcio dei lavori nella programmazione dell’anno 2018 per un importo complessivo di 4.135.000 euro. Il 16 luglio 2019 si è conclusa la procedura di appalto e i lavori sono cominciati all’inizio di settembre.

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