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Piste e corsie ciclabili in città. Sovilla: “Invece di risolvere il problema lo si crea”

Marzio Sovilla – consigliere comunale

Belluno, 25 settembre 2021 – “Le auto di oggi sono mediamente 30 – 40 centimetri più larghe di quelle di vent’anni fa. Le corsie ciclabili come quella di via Montegrappa, quindi, non sono più pensabili. Invece di risolvere un problema, lo si crea”.

Il consigliere comunale della Lega Marzio Sovilla si è sempre detto fermamente contrario alle corsie e, oggi che sono state realizzate, non cambia idea. Restringono la sede stradale, rendono pericoloso il transito per i ciclisti e anche per gli automobilisti.

“L’ho detto e ripetuto nelle commissioni, alla Fiab e anche in consiglio comunale – spiega Sovilla -: la Lega è contraria a corsie ciclabili tracciate senza un piano preciso. Noi siamo a favore delle piste ciclabili realizzate ex novo, dedicando spazio alle bici senza toglierne alle auto, di modo rendere fluido il transito per tutti. Le piste ciclabili vengono richieste dall’Europa e sono importanti per abbassare i livelli d’inquinamento, siamo tutti d’accordo, ma devono essere realizzate con criterio. In via Montegrappa non c’è nessuna separazione tra la corsia delle auto e quella delle bici, se non una linea tracciata a terra: io credo che questo sia solo un modo per aggirare il problema, non può essere una soluzione. Poniamo il caso si trovino a transitare nello stesso momento due auto e una bici, cosa succede? Uno dei tre deve cedere il passo, come nei “Promessi Sposi”? Si capisce bene che invece di risolvere il problema della sicurezza, lo andrà a peggiorare”.

La segreteria del partito si associa alle parole del consigliere Sovilla. Il tema è stato già affrontato in passato osservando ogni volta come la realizzazione di piste sembra vada nella direzione di colmare il divario che divide Belluno dalle città dove la mobilità sostenibile viene pianificata da anni, ma che di fatto manca un piano strutturato di sviluppo della rete ciclabile. I dati Istat mettono il capoluogo dolomitico tra le città meno ciclabili d’Italia, con appena 20 chilometri di piste. Tracciare corsie restringendo la sede stradale non è, secondo la Lega, il modo corretto per risalire la classifica e dare impulso all’uso della bicicletta.

“Per costruire piste e collegarle tra loro servono fondi ad hoc – spiegano dalla segreteria -, noi crediamo nelle strutture dedicate ai ciclisti e pensiamo che queste soluzioni a metà, di ricavare strisce per il transito delle bici a lato di arterie molto trafficate, vadano incontro alla sola necessità di cercare di risalire in modo goffo la classifica del sedimento ciclabile nel capoluogo. Manca un piano di assetto generale della mobilità, questo lo diciamo da anni”.

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