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giovedì, Ottobre 21, 2021
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Via le restrizioni del green pass a scuola, sono discriminatorie e pericolose

L’Italia è il Paese con il Green Pass più restrittivo d’Europa eppure non ci sono ancora linee guide precise su come vivere la quotidianità scolastica, che si presenta come un vero incubo per chi ne fa parte.

Lo sostiene Katia Tafner, responsabile del Dipartimento Istruzione Regione Veneto Fratelli d’Italia.

Di fatto – prosegue Tafner – pensare che solo nel nostro Paese vi sia obbligo di green pass per poter accedere a scuole ed università non può essere certo motivo di orgoglio, ma evidente incapacità di gestione del problema da parte di questo Governo. In uno scenario organizzativo drammatico nel quale le singole scuole cercano di stare a galla con i maestri rimasti, che hanno “scelto” di sottostare al green pass, preoccupano alcune dichiarazioni di politici ed esperti che, se attuate, segnerebbero le basi per un nuovo bullismo scolastico. Di fatto se i ministri Roberto Speranza e Patrizio Bianchi hanno pensato che per incentivare le vaccinazioni una nuova carta da giocare fosse quella del “senza mascherina se tutti sono vaccinati”, ora si unisce anche Giuseppe Battiston, osservatore delle dinamiche della diffusione dell’epidemia, che ritiene utile “trattare in modo diverso chi ha il green pass e chi no”.

In tutto questo grande affare di tamponi e vaccini – sottolinea Katia Tafner – dove le cure domiciliari vengono pronunciate solamente in silenzio, mi chiedo quanti sono coloro che continuano a vedere la società con occhio umano, o per essere più precisi col cuore e sensibilità. Nelle classi ci sarà sempre qualcuno di non vaccinato e questo non potrebbe che creare disagio da parte del ragazzo considerato “diverso” dal sistema, con prevedibili atti di bullismo. Ne sono la prova i crescenti numeri di ragazzi con problemi psicologici gravi che richiedono il supporto di uno psicologo. Che dire dei più piccoli, i figli di genitori senza green pass che devono salutare la loro mamma e il loro papà al di fuori degli edifici scolastici. Se questa non è discriminazione, non so come altro chiamarla.

Questo è il tempo di investire in una nuova scuola – conclude la responsabile per la Scuola del Veneto di Fratelli d’Italia – che parli di rispetto e valori alti, quelli dell’identità e dell’inclusione, dell’essere umano con le sue emozioni, capace di guidare i piccoli di oggi crescendoli responsabili adulti di domani.

 

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