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Fratelli d’Italia spinge per armare la Polizia locale. Ci sono già Polizia di Stato e Carabinieri addestrati per questi servizi

Roma 1976 – Guardia d’onore al Quirinale

Quando nel 1976 da allievo ufficiale ho fatto la guardia d’onore armata al Quirinale, avevamo in dotazione il fucile Garand calibro 7,62 Nato e due caricatori sigillati. Il capitano ci raccomandò che quei caricatori li dovevamo restituire sigillati come li avevamo ricevuti, perché in caso emergenza (eravamo negli anni di piombo) sarebbero intervenuti i carabinieri, che erano addestrati per garantire la sicurezza alla Presidenza della Repubblica ed erano specificatamente addestrati per farlo.

Questa premessa, perché in questi giorni, in consiglio comunale di Belluno è stata presentata la mozione della Lista Obiettivo Belluno – Fratelli d’Italia a firma del capogruppo Raffaele Addamiano e del consigliere Andrea Stella, con la richiesta di dotare la Polizia locale di una pistola semiautomatica o di un revolver. Con la motivazione che “l’armamento in dotazione agli addetti ai servizi di Polizia Locale deve essere adeguato e proporzionato alle esigenze di difesa personale, al servizio esterno di vigilanza e ai servizi notturni e di pronto intervento”.

Ecco, per le ragioni stesse sostenute dai proponenti, ossia il principio di proporzionalità, non essendo fortunatamente Belluno teatro di delinquenza organizzata con episodi di sangue, credo vadano bene le parole del mio capitano, in caso di conflitti a fuoco lasciamo fare agli addetti ai lavori, per evitare “danni collaterali”. E questo lo sostengo anche da “vecchio istruttore di tiro” che negli anni ’70 – ’80 ha assistito a qualche episodio preoccupante nei poligoni di tiro.

Roberto De Nart