
Belluno città splendente, ricca di attrattive… Belluno si sta invece svuotando delle proprie potenzialità. Belluno si sta svuotando di negozi e botteghe. Belluno si sta svuotando di opportunità!
Lo fanno notare i due esponenti del Gruppo misto in consiglio comunale di Belluno Fabio Bristot (Rufus) e Annalisa Dal Mas in una interrogazione presentata ieri a Palazzo Rosso.
“Arrivare, oggi a Belluno è deprimente – scrivono i due consiglieri di opposizione – new jersey bianco-rossi ovunque e inserti gialli e neri presenti da anni nelle rotonde; erba sovente da tagliare lungo le stesse strade cittadine del centro storico; manutenzioni di marciapiedi e porfidi del tutto assenti soprattutto nel centro storico; gestione di giardini e
piante ornamentali del tutto carente o addirittura assente… ma la cosa che sta facendosi sempre più avvilente è lo straordinario numero di negozi chiusi negli ultimi anni. Prima chiudevano nell’asse basso di Via Mezzaterra, poi sempre più in su, sino ad arrivare in Via Rialto. Quindi anche in Piazza Martiri e zone contermini, tanto che una coppia di turisti veneti la scorsa settima a voce alta argomentavano passando in Via Matteotti “xe pi negosi seradi che verti!!”
“Senza dubbio la pandemia ha influito in alcune di queste chiusure, così come è giusto riconoscere con onestà intellettuale che esiste un trend segnato da tempo immemorabile. Certamente le grandi superfici commerciali aperte a partire da metà/fine anni ’90 hanno pesantemente influito sull’andamento sopra riportato, ma riteniamo che vi siano state anche altre dinamiche ad influire pesantemente.
Tra queste non possiamo non segnalare una marcata e continuativa disattenzione del Comune di Belluno per specifiche azioni destinate alle attività commerciali e, in genere, al rapporto con il commercio che rappresenta da sempre la stessa vitalità di una città. Non passa giorno in cui un esercente di una qualche attività non ci contatti direttamente o per le vie brevi manifestando il proprio marcato disappunto sul rapporto ormai deteriorato con il Comune di Belluno. Anche gli ottimisti di qualche anno che speravano in un motto di orgoglio del Comune di Belluno hanno ammainato la vele e stanno issando la bandiera della
resa: impossibile, salvo rarissime occasioni, mantenere un dialogo costruttivo e duraturo con il Comune di Belluno.
Diversamente non si spiegherebbe come altre cittadine simili a Belluno per collocazione geografica, dimensioni, caratteristiche abitative, collegamenti, ecc., detengano invece un tessuto commerciale assai vario e soprattutto vivo, florido con notevole capacità attrattiva per gli stessi residenti e ghiotta occasione per il turismo. Cittadine, dove l’amministrazione comunale si compenetra di fatto in ogni singola iniziativa, dove la stessa municipalità è motore e volano.
Da noi non è così. Si deve registrare questo stato di cose”.
“Ciò premesso, si chiede di conoscere, con riferimento al periodo 2012-2020, quante attività commerciali abbiano cessato nel centro storico di Belluno e quanto nuove abbiamo invece aperto, ovvero conoscere il saldo attivo/passivo suddiviso per singola annualità;
– si chiede, altresì, di conoscere con riferimento al primo semestre 2021 quante attività abbiano cessato nel centro storico di Belluno;
– si chiede, inoltre, di conoscere con riferimento al periodo 2012-2020 se nel centro storico di Belluno ci sia stato un decremento dei residenti e in quale misura (valore assoluto e percentuale);
– si chiede, quindi, di conoscere quali azioni intenda attuare il Comune di Belluno per contrastare un fenomeno che, soprattutto nell’ultimo quinquennio, sta letteralmente svuotando Belluno di numerosissime attività e, se in particolare, sia stati ideati/adottati nel redigendo PAT strumenti ad hoc finalizzati e se siano state previste azioni pluriennali per favorire il consolidamento delle restanti attività commerciali e l’apertura di nuove attività assolutamente necessarie per la vitalità del centro storico e della città di Belluno stessa;
– si chiede, poi, se nel medio periodo siano mai stati effettuati con le associazioni di categoria e portatori di interesse analisi/studi puntuali sulle dinamiche e quali esiti abbiano sortito;
Si ritiene che, stante la pesante situazione oggettivamente segnalata e così come in altre città è già avvenuto con azioni incisive e concrete da parte delle rispettive amministrazioni comunali, il Comune di Belluno per le nuove aperture di attività commerciali debba da subito garantire quanto di seguito esposto.
Su base almeno triennale e per un massimo stimato di almeno 3.500 euro su base annua in forma cumulativa elevabile a 5.000 per titolari under 30:
– l’esenzione dal tributo dovuto per il servizio rifiuti (TARI) a tutte le nuove aperture in centro storico in accordo con Bellunum;
– esenzione dal canone di occupazione del suolo pubblico (COSAP) e la contestuale manutenzione di porfidi e marciapiedi per favorire la posa di plateatici, gazebi, strutture, ecc. destinati al pubblico e previa attività di uniformazione delle stesse strutture di copertura per ovviare all’attuale circo in Piazza dei Martiri;
– esenzione dall’imposta comunale sulla pubblicità e dal diritto sulle pubbliche affissioni per azioni di marketing comuni;
– scontistiche su ticket park limitatamente a Lambioi.
Ciò ulteriormente premesso, si chiede di conoscere se sia intenzione del Comune di Belluno dar anche seguito a questo ulteriore input, in considerazione delle cifre in realtà modeste in gioco e dell’opportunità concreta che potrebbe scaturirne per tutto il tessuto cittadino, come da letteratura conclamata ed emersa in altre realtà cittadine”.
