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La nuova monografia su Cesare Vecellio nel quinto centenario della nascita. La presentazione con l’autore Giorgio Reolon il 5 agosto alle 18 a Pieve di Cadore

Tra i parenti di Tiziano che si cimentarono nella pittura, Cesare – cugino di secondo grado – è quello che ha ricevuto maggior attenzione critica e riscosso più fortuna e successo, grazie soprattutto alla pubblicazione del trattato illustrato sui costumi del mondo, Habiti antichi et moderni. Quest’anno ricorre il presunto quinto centenario della nascita: l’anno 1521 si ricava dall’atto di morte, datato 1601, in cui si afferma che il pittore morì a 80 anni.

In questi ultimi due decenni, dopo l’uscita della monografia realizzata dalla Provincia di Belluno e curata da Tiziana Conte nel 2001 in occasione del quarto centenario della morte, sono stati pubblicati numerosi studi che hanno contribuito a fare più luce su alcuni aspetti della sua attività, come il suo ruolo nella bottega tizianesca e la produzione grafica e incisoria.

Giorgio Reolon da oltre 10 anni sta approfondendo questa poliedrica figura di artista. Recentemente, con Flavio Vizzutti, ha scritto un denso saggio, in corso di pubblicazione nella rivista “Archivio storico di Belluno Feltre Cadore”, dal titolo “Aurei et honores”. Simboli, cerimoniale, costumi e arti applicate nella pittura di Cesare Vecellio, in cui emerge la variegata e ramificata cultura antiquario-umanistica dell’artista. Il Vecellio si dimostra attento, sul piano culturale e simbolico, al dettaglio vestimentario e di apparato, coerentemente con i significati e la destinazione dell’opera finalizzando lo studio del passato all’elaborazione di un originale presente. La puntualità nell’evidenziare tali specificità è innanzitutto alimentata dalle richieste della committenza aristocratica, nonché dal risultato di una ricerca storica e iconografica ampia e diversificata.

La serata vuole fare il punto sugli studi recenti di Cesare Vecellio, segnalando novità e spunti di riflessione e ricerca, e sarà l’occasione per presentare una nuova monografia sul pittore, a firma di Giorgio Reolon, pubblicata dalla casa editrice padovana “Il Prato” nell’ambito della collana Le arti della Serenissima: i Grandi Minori della Repubblica Veneta. Questa nasce con l’intento di promuovere la conoscenza di artisti che hanno lavorato sul territorio della Serenissima dalla sua fondazione fino alla sua caduta, poco noti al grande pubblico. Tali autori sono spesso oggetto di studi specialistici che conoscono scarsa diffusione al di fuori dell’ambito scientifico. Le loro opere, tuttavia, sono importante testimonianza di una diffusa produzione artistica sul territorio che si pone sempre in dialogo con i grandi capolavori della storia dell’arte. I volumi di questa collana vogliono offrire uno strumento di conoscenza di questi artisti in un formato agile e tuttavia completo, agevole nella lettura e approfondito nei contenuti fondamentali, utile sia all’appassionato che allo studioso.

Il libro è diviso in due parti. Nella prima viene delineato un profilo biografico e artistico dell’autore, la vicenda critica e si affrontano alcuni temi di particolare importanza: il rapporto con Tiziano, la cultura figurativa, la committenza e la realizzazione dei repertori sui costumi e sui merletti. La seconda parte offre una selezione di dieci significative opere presenti nel territorio con le relative schede di analisi. Gli apparati in fondo al volume riguardano l’elenco delle opere autografe e attribuite e una nota bibliografica.
Ingresso libero contingentato fino ad esaurimento posti.
Per informazioni e prenotazioni: 0435 501674; centrostudi@tizianovecellio.it.

Giorgio Reolon, nato a Belluno, ha studiato all’Università Ca’ Foscari di Venezia laureandosi in Conservazione dei beni culturali e, nel 2010, in Storia delle arti e conservazione dei beni artistici discutendo una tesi su Cesare Vecellio con relatrice la prof.ssa Doretta Davanzo Poli. È docente di ruolo di Storia dell’arte presso il liceo classico di Vittorio Veneto. Come storico dell’arte studia in particolare la pittura veneta del Rinascimento ma i suoi scritti – pubblicati su riviste scientifiche, atti di convegno, volumi – spaziano dal Medioevo all’Ottocento. Fa parte del comitato scientifico del Museo diocesano di Feltre nonché della redazione della rivista “Archivio storico di Belluno Feltre e Cadore”.

 

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