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Programma di sviluppo rurale. Il Consiglio dei ministri stanzia oltre 392 milioni per il Veneto

Federico Caner, assessore regionale

“Ci lasciamo alle spalle un anno e mezzo di emergenza pandemica, alla luce della quale le istituzioni europee hanno deciso di prorogare il periodo di programmazione, assegnando nuove risorse ai programmi di sviluppo rurale. Come Amministrazione regionale abbiamo accolto favorevolmente le modifiche introdotte dal Regolamento UE che interessa il FEASR e stabilisce una estensione al 2022 della durata del PSR 2014-2020”.

Così l’assessore all’Agricoltura e al Turismo, Federico Caner, esprime soddisfazione per l’approvazione da parte del Consiglio regionale, con 45 voti favorevoli, della modifica al Programma di Sviluppo Rurale del Veneto, valido per il periodo 2014-2020.

“Di fatto, grazie a questo passaggio, il Consiglio autorizza la Giunta regionale ad avviare il negoziato con la Commissione Europea per garantire continuità dei pagamenti agli agricoltori, durante il periodo transitorio che terminerà con la nuova programmazione agricola che partirà dal 2023 – sottolinea l’Assessore -. Dei 392 milioni di euro stanziati dal consiglio dei Ministri oltre 58 milioni di euro saranno di cofinanziamento regionale: questo certifica l’impegno della Regione nei confronti di un settore portante dell’economia regionale”.

Nello specifico le risorse saranno assegnate a Misure del Programma finalizzate a consolidare la ripresa delle attività e favorevoli all’ambiente e al clima mediante: la formazione su tematiche inerenti alla gestione globale dell’impresa agricola, gli investimenti in immobilizzazione materiali e il ricambio generazionale, l’ammodernamento delle imprese, il contenimento delle emissioni climalteranti e derivanti dall’inquinamento atmosferico, il sostegno al ripristino delle foreste danneggiate da VAIA ma anche gli impegni agroambientali finalizzati all’introduzione di tecniche agronomiche e irrigue più efficienti, la conversione all’agricoltura biologica, il sostegno per il mantenimento dell’attività agricola in zona montana, le strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo, il funzionamento dei GAL.

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