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Sportful Dolomiti Race. Il toscano Fabio Cini e la modenese Sonia Passuti vincono la corsa della Rinascita

Sonia Passuti al traguardo

Sei ore e mezza per scalare Cima Campo, Passo Manghen, Passo Rolle e Passo Croce d’Aune: 204km e quasi 5.000mt di dislivello per portare a casa il trofeo più importante della 26. Sportful Dolomiti Race di Feltre. La granfondo di ciclismo che ha riportato nel Bellunese quasi 3.000 ciclisti provenienti da tutta Italia. Il Presidente del Comitato organizzatore Ivan Piol alla vigilia aveva detto “non sarà l’edizione dei grandi numeri ma sicuramente quella delle grandi emozioni e del tanto atteso ritorno alla normalità dopo due anni di stop forzato causa covid”.

Ci ha pensato il toscano Fabio Cini (Capitani Minuterie Metalliche) a conquistare il podio di questa edizione così particolare dando 1’13” all’ex prof Mattia De Marchi (Enough) e 1’23” al bassanese Enrico Zen (team Basso).
In campo femminile trionfo di Sonia Passuti, modenese del Team Basso , che ha chiuso i 204km in 7h39’12” staccando di 4’22” Sabrina De Marchi (Vivi-Mydoping) e di 4’35” Lortta Giudici (Anagni)

Presentava una salita al passo Brocon inedita il percorso Medio con i suoi 120km e 3.200mt di dislivello spalmenti lugno Cima Campo, Passo Brocon dalla Val Malene, il tremendo muro di Ronche-Rugna a Lamon (840mt con punte di dislivello al 22%) e Passo Croce d’Aune con il transito davanti al monumento a Tullio Campagnolo.

A tagliare il traguardo a braccia alzate ci ha pensato Riccardo Zanrossi (Highroad) che ha coperto la distanza in 3h48’50” lasciando di misura (3″) dietro lo sloveno Sergei Pomoshnikov (Biemme Garda) ed Enrico Schirato (Ktm Torre) a 8″.

Tra le donne la regina è stata Lisa De Cesare (Bombardier) in 4h26’09” davanti di 52″ alla trentina Jessica Leonardi (vincitrice dell’ultima edizione del 2019) e alla trevisana Serena Merotto (A3) che ha chiuso dopo 19′.

Un’edizione baciata dal sole e dalle temperature tropicali che hanno portato al ritiro o alla riduzione di percorso di centinaia dei quasi 3.000 partecipanti.
Ancora una volta la maggior parte degli iscritti ha optato per la fatica maggiore, cioè il percorso lungo, il 53% mentre il 47% ha optato per il Medio.
Il 59% degli iscritti arrivava da fuori regione Veneto con picchi di iscritti dalla Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Friuli. Circa 250 gli stranieri, molti bloccati dalle normative anticovid applicate dai paesi di provenienza (basti pensare che gli inglesi hanno rinunciato in massa causa Brexit e alle eventuali quarantene al rientro).

Al via anche molti campioni dallo sciatore Manfred Moelgg entusiasta del nuovo percorso MEdioa, agli olimpionici Yuri Chechi e Paolo Bettini che invece hanno ironizzato “Bella idea quella del murettino, rifacciamolo!”, ringraziando i rugbisti per la presenza nel tratto piu duro per spingere chi era piu in difficoltà. “C’è tanta voglia di ripartire e questa manifestazione ci riporta ad un po’ di normalità” ha commentato Bettini.
In gara anche l’onorevole Roger De Menech con un passato da podista e alla sua prima esperienza sui pedali: “Mi sono proprio divertito, faticoso ma splendidi paesaggi e sono anche contento della mia prestazione. Una manifestazione importante che da segnali di ottimismo per il futuro”.

“Non è stata un’edizione facile ma è andata bene, l’importante era dare un segnale e riprendere in mano l’organizzazione dell’evento – ha spiegato all’arrivo Ivan Piol presidente del comitato organizzatore che fa capo alla società Pedale Feltrino – L’organizzazione è stata difficile, è stato complicato adeguarsi ai protocolli covid, studiare e capire, interpretare e mettere in atto tutte le normative che continuavano a cambiare e che comunque costringevano ad un sistema di lavoro completamente diverso da quello cui eravamo abituati”.

“È stato bello rivedere le facce degli amici granfondisti a Feltre, un’emozione anche per loro che hanno ripreso le gare dopo uno stop cosi lungo – ha detto – Siamo riusciti a far ripartire la Sportful Dolomiti Race e abbiamo la convinzione di aver fatto qualcosa di grande, abbiamo dovuto reinventarci e questo ha richiesto uno sforzo enorme. Ma siamo gratificati dall’entusiasmo degli atleti e soprattutto sono stati felici d essere tornati. Speriamo di essere stati i primi di una serie di manifestazioni che riporteranno l’Italia alla normalità”.

La Maglia Nera 2021 è andata all’olandese Mario Claeijs, quarantenne di Oijs che dopo aver perso i compagni di pedalata sul Manghen perché non ce la facevano più ha deciso di continuare in solitaria tagliando il traguardo di Feltre per ultimo. E come da tradizione ad attenderlo c’era il comitato organizzatore schierato e Dario Cremonese, amministratore di Manifattura Valcismon, l’azienda proprietaria del brand Sportful che ogni anno dedica una rivisitazione della maglia ricordo dell’edizione…in versione black.

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