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Contributi per 500mila euro dalla Provincia per gli impianti di risalita

Massimo Bortoluzzi, consigliere provinciale delegato alla Difesa del Suolo e alla Protezione Civile

Nelle prossime settimane saranno erogati i contributi economici agli impianti di risalita. Una manovra da 500mila euro varata dalla Provincia nel dicembre scorso e orientata a sostenere le società che gestiscono seggiovie e ski-aree dopo un inverno di chiusura imposta per l’emergenza pandemica. Con la determina approvata dall’ente di Palazzo Piloni nei giorni scorsi, le risorse economiche potranno essere distribuite. Le società di impianti hanno tempo fino al 9 luglio per presentare apposita richiesta di erogazione del contributo, confermando i requisiti e le dichiarazioni previsti.

«Abbiamo dovuto attendere qualche mese, per verificare che il contributo provinciale non inficiasse eventuali bonus o sostegni da parte dello Stato – spiega il consigliere provinciale delegato agli impianti a fune, Massimo Bortoluzzi -. Ora che questo rischio non sussiste, possiamo finalmente dare seguito alla manovra approvata a dicembre, inserita nel cosiddetto “pacchetto Covid” che il consiglio provinciale ha fortemente voluto, per dare un segnale forte e insieme un aiuto concreto a un comparto – quello dello sci e del turismo invernale – che ha particolarmente sofferto la pandemia».

Le società che potranno beneficiare del contributo provinciale sono 27, vale a dire tutte quelle che operano nella montagna bellunese. La cifra stanziata verrà suddivisa così: 125mila euro (un quarto) suddivisi per tutte le 27 società; i restanti 375mila euro andranno assegnati in base alle spese di gestione, secondo un sistema di punteggi (sciovie 1 punto, seggiovie a collegamento fisso 2 punti, seggiovie a collegamento temporaneo 3 punti, cabinovia e funivia 4 punti, campo scuola 5 punti).

«È stato doveroso per noi intervenire a sostegno degli impianti a fune. Secondo una stima di Anef Veneto, producono un fatturato di 60 milioni di euro e un indotto turistico complessivo i circa 600 milioni di euro. Si tratta di un comparto importante ha sofferto particolarmente – sottolinea il consigliere provinciale delegato al turismo, Danilo De Toni -. E che ha comportato una sofferenza diffusa su tutto il turismo invernale, perché quando gli impianti chiudono, salta di fatto tutto il comparto, compresa l’ospitalità, il commercio, l’artigianato. La cifra che abbiamo messo a disposizione forse è piccola, ma è il massimo che possiamo fare. Avremmo voluto dare risorse a tutte le attività coinvolte nel turismo invernale, ma così facendo avremmo polverizzato in un attimo l’intero budget. Invece, canalizzare le risorse sulle ski-aree, permette di garantire cifre importanti e di far vivere la montagna che ruota attorno agli impianti. Siamo convinti che la ripartenza possa avvenire già nelle prossime settimane. L’estate 2020 ci ha dimostrato che c’è voglia di montagna. L’estate 2021 dovrà confermare questo trend, con le Dolomiti bellunesi simbolo di ambiente sano, aria pulita e salute».

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