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domenica, Maggio 9, 2021
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Crisi Acc. Lettera aperta dei sindaci

Stefano Cesa

Come sindaco di Borgo Valbelluna e come coordinatore del Consiglio di Sorveglianza Socio-istituzionale di ACC ho partecipato all’incontro tenuto dal Governo il 23 aprile con le Regioni Veneto e Piemonte, con le Organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, il prefetto di Torino, con il Presidente della Provincia di Belluno e i sindaci di Torino, Chieri e Riva presso Chieri.

In quella sede – come comprova il verbale diffuso dallo stesso Governo – il Ministero dello Sviluppo Economico si era impegnato a presentare un emendamento al Decreto Legge Sostegni che consentisse di far arrivare subito ad ACC la cassa necessaria alla sua sopravvivenza, in pericolo già nei prossimi giorni. Sulla base di quell’impegno, ho convocato per il successivo 29 aprile una riunione con la Regione, la Provincia, i sindacati e l’associazione industriali, i sindaci, i parlamentari e i consiglieri regionali bellunesi che hanno approvato all’unanimità un documento basato proprio su quell’impegno solenne.

Ora apprendiamo dalla stampa – senza nessuna spiegazione – che quell’emendamento non sarà presentato dal Ministero, in violazione degli impegni assunti.

A noi non interessano le polemiche, le accuse, le recriminazioni. A noi interessano i fatti. L’unico fatto che può essere messo in campo per sanare la crisi aperta dall’omissione del MISE è che il Governo trovi, nel giro di poche ore, una soluzione che finanzi ACC, e le consenta di sopravvivere fino alla sua cessione a seguito di gara, ad oggi non ancora autorizzata dal MISE. Decideremo poi se fare o no ItalComp, se farla a guida pubblica o privata, se accogliere o meno un altro compratore asiatico. Adesso servono i soldi, subito.

Esigiamo che il Governo prenda pubblica posizione senza incertezze e ambiguità. Chiediamo a tutti i politici bellunesi di esigerlo anch’essi, nel nome della nostra comunità che non merita di vedere ingiustamente condannata a morte una grande fabbrica che produce ed esporta in tutto il mondo.

Non accadesse questo salvataggio, con conseguente desertificazione che non sarà solo industriale, ma anche civile e sociale, con conseguenze drammatiche per la nostra comunità bellunese, qualcuno si dovrà assumere le sue responsabilità. E saranno responsabilità enormi.

Stefano Cesa – Sindaco Borgo Valbelluna

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