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Il Coordinamento comitati “Grande idroelettrico” al MiTE per portare la voce dei territori

Centrale idroelettrica “Achille Gaggia” – Soverzene (Belluno)

“Presentare alle più alte Istituzioni nazionali le istanze degli abitanti delle terre alte sull’importanza del settore idroelettrico per l’economia, l’occupazione, l’ambiente e soprattutto per la sicurezza. E’ questo l’obbiettivo fondamentale del Coordinamento dei Comitati montani per l’idroelettrico, gruppi di persone attente alle esigenze dell’intero territorio delle montagne su cui gravano invasi, molte grandi dighe, servitù per le condotte forzate e per gli elettrodotti”.

A dirlo è l’ingegner Ezio Roppolo, esponente del Comitato “Giù le mani dalle acque e dalla Compagnia Valdostana delle Acque” e portavoce del Coordinamento Comitati “grande idroelettrico” al quale aderiscono singole associazioni e comitati del Nord-Ovest, in campo da molto tempo per far sentire la voce dei territori. “Recentemente, abbiamo preso consapevolezza delle similarità di problematiche ed esigenze correlate al mondo dell’energia idroelettrica in tutti i territori montani – dichiara Roppolo – e ci stiamo quindi attivando per realizzare sinergie e per far valere le nostre istanze a livello nazionale”.

“Dopo essere stati sentiti da 2 commissioni del Senato – prosegue Roppolo – nella scorsa settimana abbiamo avuto il primo incontro con esponenti del Ministero della Transizione Ecologica, capeggiati dalla Sottosegretaria On. Ilaria Fontana e accompagnati da due deputati dei nostri territori, gli On. Tripodi e Sut.
Si è quindi iniziato positivamente un percorso durante il quale contiamo di portare la voce di territori che hanno immediata necessità di effettuare le transizioni ecologica ed energetica, dato che l’impatto dei cambiamenti climatici è sempre maggiore con il crescere della quota.
I nostri territori hanno risorse naturali, umane ed economiche necessarie per realizzarle, dunque lasciamo alle ben più popolose aree urbane la priorità che dovrebbe spettarci sulle risorse europee del “Recovery Fund”.
Nell’immediato, intendiamo però sensibilizzare i poteri esecutivo e legislativo affinché le nostre più preziose risorse siano sfruttate a nostro vantaggio in modo responsabile e sostenibile, anziché quasi regalate, senza reali limitazioni e controlli, a gruppi economici che si sono dimostrati molto disattenti alle esigenze locali”.

Qui i documenti presentati in Audizione del 23-03- 2021 al Senato, Commissioni 5° & 14a

 

 

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