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martedì, Aprile 20, 2021
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Pay or not pay, questo è il dilemma dello streaming

La tecnologia IPTV si sta diffondendo a macchia d’olio anche nel nostro Paese perché permette di vedere i contenuti accessibili in pay per view senza sottoscrivere un abbonamento. Premessa l’illegalità di questo pseudo-servizio, oggi cercheremo di fare luce sull’argomento per evitare che anche voi cadiate nella subdola trappola dello streaming illegale.

“Sai, ieri ho guardato Netflix sulla mia smart tv!”. “Ma con l’abbonamento o tramite pezzotto?”. Ebbene sì, questa è una risposta molto comune quando si parla di pay per view e il motivo è legato al sempre crescente numero di utenti che decidono di ricorrere alla IPTV per accedere alle piattaforme streaming a pagamento senza sostenere i costi di un regolare abbonamento.

Inutile dire che si tratta di una procedura assolutamente illegale su cui, però, c’è ancora tanta disinformazione. Lungi da noi, ovviamente, dirvi cosa fare o non fare, ma se siete qui probabilmente è perché volete saperne di più e capire cosa rischia chi si abbona a questi servizi illeciti.

 

Cos’è la IPTV

 Sullo streaming illegale si è detto e scritto di tutto, generando non poca confusione tra gli appassionati dei servizi on demand. Dal momento che gli abbonamenti sono diventati molto cari – e badate che questa non è comunque una giustificazione! – molte persone decidono di ricorrere alla IPTV (Internet Protocol Television) per guardare tutti i contenuti offerti dalle piattaforme streaming a un prezzo stracciato. A fronte di un esiguo canone mensile si potrà, infatti, accedere a tutti i servizi delle tv a pagamento, tra cui i film in anteprima e le partite di calcio, senza essere costretti ad abbonarsi a Sky, DAZN e Mediaset Premium.

Nel corso del nostro articolo, oltre a trovare tutte le informazioni necessarie a sciogliere i vostri dubbi, vi imbatterete spesso nella parola “illegale” perché, a prescindere dalla procedura e dal servizio scelto, piratare i segnali tv costituisce sempre reato, esponendo il fruitore a diversi rischi e sanzioni.

Premesso che è sempre meglio cercare qualche offerta vantaggiosa che permetta di usufruire dei servizi a pagamento risparmiando qualche soldino, bisogna anche precisare che i contenuti trasmessi “legalmente” hanno una qualità nettamente superiore e non violano la legge. Anzi, per dirla tutta, il vertiginoso aumento del costo degli abbonamenti è dovuto, in parte, anche alla crescita esponenziale del numero di iscritti alle IPTV, costringendo di conseguenza le piattaforme a ritoccare i prezzi di listino per compensare le perdite.

Inutile, ovviamente, nascondere i numerosi vantaggi del sistema, a cominciare dalla possibilità di accedere a più canali in presa diretta (anche se appartenenti a diversi gestori) con un unico abbonamento, fino all’opportunità di poter vedere in anteprima film, documentari e serie tv. Il principale punto debole del servizio è, però, la risoluzione dei contenuti, che risulta di gran lunga più bassa rispetto a quella “originale” perché il segnale proveniente dalla piattaforma madre viene codificato e “hackerato” prima di essere trasmesso al proprio device.

Inoltre, dal momento che la IPTV necessita di una connessione a banda larga per ricevere il segnale senza brusche interruzioni, è richiesta una rete che garantisca una velocità di almeno 7 Mb/s, ma anche in questi casi la trasmissione potrebbe comunque bloccarsi qualora i server non fossero molto stabili.

 

Come funziona

Dal momento che il principio di funzionamento delle IPTV è particolarmente complesso, cercheremo di spiegarlo nel modo più semplice possibile per consentire anche agli utenti meno smaliziati di comprenderne il meccanismo. Attraverso specifiche procedure direttamente connesse all’hacking, il gestore del servizio pirata riesce ad accedere ai contenuti delle Pay TV per poi “girarli” sui device di chi si abbona allo streaming illegale.

Dal canto suo, l’utente dovrà solo avere una buona connessione a internet per collegarsi alle varie piattaforme e guardare tutti i contenuti presenti sui rispettivi cataloghi, con l’ulteriore possibilità di installare l’applicazione della IPTV sul computer o sulla smart tv (e se non ne avete una date un’occhiata ai modelli recensiti sul sito https://nafura.it) per fruire della pay per view quando e dove si vuole.

 

Quanto costa il servizio

Generalmente, le tariffe mensili per abbonarsi a una IPTV si aggirano tra 10 e 15 euro, ma non è difficile scovare offerte ancora più convenienti sul web e i social network. Tuttavia, per quanto la convenienza del servizio sia indiscutibile, non bisogna mai dimenticare che si tratta di una pratica assolutamente illegale, quindi anche se la sottoscrizione e il pagamento avvengono in forma anonima, si rischiano comunque gravi sanzioni penali qualora si venga scoperti, cosa che oggigiorno è anche abbastanza facile.

 

Rischi e sanzioni

Bene, ora che abbiamo chiarito come funziona e quanto costa la IPTV, non ci resta altro da fare che affrontare la questione relativa ai rischi e alle sanzioni previste sia per chi fornisce il servizio sia per chi lo utilizza.

Dal momento che quando ci si abbona allo streaming illegale si commette un illecito in piena regola, nel caso in cui si venga intercettati dalle autorità competenti bisognerà pagare una multa che va da 2.000 a 25.000 euro, mentre chi gestisce la rete rischia addirittura la reclusione da sei mesi fino a tre anni. A fronte di queste considerazioni, sarete sicuramente d’accordo con noi sul fatto che non vale la pena esporsi a un simile pericolo solo per guardare film, partite di calcio e serie tv a un prezzo più basso!

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