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sabato, Marzo 6, 2021
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Approvato l’elenco dei 5.518 piccoli Comuni beneficiari della legge Realacci

Dopo tre anni di stallo, finalmente si sblocca l’attuazione della legge 158/2017 sui piccoli Comuni, nota con il nome del suo estensore, Ermete Realacci. Ieri, la Conferenza Unificata ha approvato l’elenco dei Comuni con meno di cinquemila abitanti che potranno beneficiare sia dei finanziamenti previsti dalla legge (160 milioni di euro in sei anni) sia delle misure normative previste.

«Era un passaggio atteso e importante verso la piena attuazione della legge il cui obiettivo è sostenere queste realtà presenti su tutto il territorio nazionale», commenta il deputato bellunese Roger De Menech, vice presidente IV Commissione Difesa.

Saranno complessivamente 5.518 i Comuni italiani a cui verrà applicata la legge, varata nella scorsa legislatura dopo oltre 15 anni di tentativi andati a vuoto.

«Finalmente – osserva De Menech – siamo riusciti a togliere dalle secche l’attuazione di questa legge che il governo precedente aveva accantonato per privilegiare il ritorno alle vecchie logiche dell’elemosina a pioggia. Questa legge è organica e strutturale e costituisce una naturale intelaiatura giuridica per l’attuazione delle politiche del Recovery Plan. Il processo di riforma dl governo locale è indispensabile, e può nascere dalle politiche attive e concrete che la legge sui piccoli comuni innesca».

Sulla base di quanto previsto, ora il Presidente del Consiglio dovrà adottare il Dpcm col quale si darà il via al ‘Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni’ che assegnerà le risorse per lo sviluppo strutturale, economico e sociale di questi territori finanziando investimenti nel campo della tutela ambientale, dei beni culturali, della mitigazione del rischio idrogeologico, della salvaguardia e riqualificazione urbana dei centri storici, della messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici nonché alla promozione dello sviluppo economico e sociale e all’insediamento delle nuove attività produttive.

I prossimi impegni che ci attendono su questo fronte, conclude il deputato, «riguardano l’incremento delle risorse già a partire dalla prossima legge di bilancio e i criteri di riparto dei fondi».

 

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