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Arpav nuovamente commissariata. Gruppo Pd Veneto: la tutela ambientale non è una priorità per la Regione”

Venezia, 21 gennaio 2021 – “Siamo sbalorditi dall’ennesimo cambio al vertice di Arpav, con l’Agenzia commissariata ad appena un anno e quattro mesi dall’insediamento del direttore generale Marchesi e 13 giorni dopo la riorganizzazione da lui voluta e contestata dai lavoratori. È la conferma che la tutela dell’ambiente non rappresenta una priorità per la Regione. Il commissario, inoltre, sarà lo stesso Marchesi, nel frattempo nominato capo dell’area capo dell’area Tutela e sicurezza del territorio della Regione: avremo un controllore-controllato, con una riduzione dell’autonomia dell’Agenzia”. La denuncia arriva dal gruppo consiliare del Partito Democratico Veneto, commentando l’improvviso cambio al vertice dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

“Siamo di fronte a un potenziale conflitto di interessi che non si era visto ad esempio nella precedente legislatura con il direttore generale che, una volta chiamato in Regione come direttore dell’area Ambiente non ricoprì, contemporaneamente, il ruolo di commissario di Arpav, ma ci fu un’altra nomina”. Ma, oltre al possibile conflitto di interessi, il Partito Democratico esprime preoccupazione per il futuro della stessa Agenzia.

Andrea Zanoni, consigliere regionale

“Negli anni sono stati fatti tagli di risorse e personale, quando, vista la delicata situazione ambientale del Veneto, sarebbe invece necessario investire per aumentare i controlli e le altre attività di prevenzione – afferma Zanoni, presidente della Quarta commissione a Palazzo Ferro Fini – I dipendenti di Arpav per poter svolgere al meglio il proprio lavoro avrebbero bisogno di serenità e continuità, non essere esposti perennemente a una tempesta, che ha inevitabilmente ripercussioni sul loro operato, mortificandone la professionalità. Al momento dell’insediamento Marchesi aveva assicurato almeno un mandato completo, cinque anni, per lavorare alla ‘ricostruzione dell’immagine’ di Arpav; ha retto meno di un terzo rispetto a quanto promesso, lasciando con una riorganizzazione fatta nel pieno di una pandemia e un’attività che sarà per forza ridotta all’essenziale anziché rilanciata, visto il commissariamento. Così non si può andare avanti: la Regione dica una volta per tutte quali sono le intenzioni sul futuro di Arpav, anche se questi improvvisi e ripetuti cambiamenti non lasciano presagire niente di buono”.

 

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