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Variante inglese. The Washington Post lancia l’allarme: i governi potrebbero essere ciechi di fronte alle mutazioni

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise ha segnalato un cluster della variante del coronavirus nel Regno Unito. Ma non è stato sufficiente per fermare la diffusione.

Lo scrive il quotidiano statunitense The Washington Post del 16 gennaio 2021, che riporta i risultati ottenuti dal dottor Alessio Lorusso, il virologo dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise di Teramo. Lorusso, mentre studiava le sequenze genetiche dei test positivi coronavirus nella sua Regione ha trovato quattro casi che coinvolgono la nuova variante britannica altamente contagiosa.

“Il direttore di Lorusso – scrive The Washington Post – ha tempestivamente informato la Regione dei quattro casi. Ma ci sono volute più di due settimane prima che una conferma ufficiale arrivasse al Comune di Guardiagrele (Chieti) e alla sua popolazione di 9.000 abitanti. Durante quel periodo, i casi complessivi di coronavirus sono triplicati, da 35 il 28 dicembre 2020 a più di 100 a metà gennaio 2021. Di questi, 29 è stato confermato per coinvolgere la variante britannica, rispetto ai 76 casi identificati in tutti gli Stati Uniti , dove la sorveglianza è fortemente carente”.

Il caso dell’Abruzzo mostra come, anche quando una variante preoccupante viene individuata in anticipo, i governi intervengano in ritardo per limitarne la diffusione. Le misure di contenimento arrivano troppo tardi, in attesa di prove più sostanziali. E il virus si diffonde. E anche a fronte di un pericolo imminente, i passaggi burocratici per dare esecuzione alle contromisure con restrizioni mirate, sono troppo lenti.

Benché l’Italia abbia segnalato il suo primo caso di variante britannica del virus il 20 dicembre 2020, in un viaggiatore arrivato dalla Gran Bretagna e lo stesso giorno il governo abbia interrotto i voli dal Regno Unito, è probabile che la variante stesse già circolando in Italia. Secondo la ricostruzione del quotidiano americano, il dottor Lorusso ha individuato i primi quattro casi di Guardiagrele il 26 dicembre ed entro il 30 dicembre il laboratorio ha informato i funzionari del governo regionale. Ma i funzionari regionali hanno affermato di aver bisogno della conferma del governo nazionale dei risultati di laboratorio. Così si arriva a metà gennaio, con la Regione che insiste dicendo che non c’è ancora una “prova definitiva” di una variante che potesse diffondersi in modo diverso.

La maggior parte dei paesi, compresi gli Stati Uniti e l’Europa, rileva infine The Washington Post, non esegue una sorveglianza genomica sufficiente per tracciare adeguatamente i cambiamenti del virus. E le agenzie di controllo delle malattie, avvertono che i governi potrebbero essere ciechi di fronte all’allarme di mutazioni pericolose.

 

 

 

 

 

 

 

 

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