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martedì, Marzo 2, 2021
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Piano vaccinazione anti covid Ulss Dolomiti. Situazione generale Istituto Superiore di Sanità

E’ stato aggiornato il Piano vaccinale anti Covid dell’Ulss Dolomiti in base alle ultime linee guida regionali.

L’attuazione del Piano procederà secondo l’effettiva disponibilità delle dosi di vaccino programmate e tenendo conto delle peculiarità di ciascun vaccino in ordine alla conservazione e alla somministrazione e potrà essere ulteriormente aggiornato.

Il primo passaggio riguarda la necessità dell’accantonamento delle dosi di vaccino necessarie per garantire gli appuntamenti di completamento del ciclo vaccinale (seconda dose), di regola fissati a 21 giorni dalla prima somministrazione.

La Farmacia Ospedaliera, su disposizione della Direzione Sanitaria Aziendale, continuerà a curare l’allestimento delle singole fiale di vaccino, con rigoroso rispetto delle regole di preparazione, anche al fine di ricavare il maggior numero di dosi possibili da ciascun flacone Pfizer-BioNTech.

FASE 1
Immunizzazione degli operatori sanitari e degli operatori e ospiti delle Strutture Residenziali Territoriali
• Nei prossimi giorni sarà conclusa l’immunizzazione degli operatori di tutti i quattro ruoli afferenti alle UU.OO Ospedaliere e di ospiti e operatori delle RSA.

• Entro poche settimane, verrà completata l’offerta vaccinale nell’ambito delle Strutture Socio-Sanitarie Residenziali e Diurne, anche in riferimento ai minori di età superiore a 16 anni.

• Già vaccinati, con modalità drive-in nelle scorse domeniche, i Medici attivi sul territorio (Medici Medicina Generale, Pediatri Libera Scelta, USCA, Specialisti Ambulatoriali Interni, Guardia Medica: 167 soggetti), sanitari e volontari del vasto sistema SUEM-118 ( 357 soggetti) .

• Domenica 17 gennaio 2021 è previsto un nuovo V-Day vaccinale drive-in a favore di numerose categorie di operatori sanitari delle strutture private: circa 400 soggetti.

• Entro il mese verrà garantita l’offerta vaccinale agli operatori dei quattro ruoli del Dipartimento di Prevenzione, dei Distretti e dei Servizi Generali dell’Azienda ULSS Dolomiti. L’immunizzazione verrà estesa alle ditte esterne operanti in ambito aziendale e al personale sanitario di altre amministrazioni pubbliche (INPS, INAIL etc).

Vaccinazione della popolazione ≥ 80 anni

Il quadro epidemiologico della prima e seconda ondata COVID ha messo in evidenza, specie nel territorio della provincia di Belluno, maggiore incidenza di casi gravi nei soggetti anziani.

Ciò rafforza il livello di priorità, dettato dalle linee di indirizzo nazionali e regionali, assunto dalla necessità di immunizzazione di questa rilevante categoria sociale.

La sperimentazione organizzativa condotta in questi giorni a favore degli assistiti di una Medicina di Gruppo Integrata del contesto urbano bellunese ha messo in evidenza la validità di un modello di offerta con ruolo attivo della Medicina di Famiglia.

E’ stata quindi proposta l’estensione di questo modello a tutto il territorio, con il supporto delle Istituzioni (Comuni, Parrocchie, Associazioni di Volontariato, altro). Ciò sia in riferimento a difficoltà nei collegamenti, anche postali, con le aree periferiche, sia alle caratteristiche dell’ampio territorio montano. Sempre i Medici di Medicina Generale potranno agevolmente individuare nella fascia di soggetti anziani le persone in assistenza domiciliare o comunque non trasportabili al fine di garantire la vaccinazione a domicilio tramite la rete dei servizi territoriali, incluse le USCA.

A seguito di adeguate disponibilità di vaccino anti-COVID, specie se con minori problemi di allestimento rispetto al vaccino Pfizer-BioNTech, l’Azienda ULSS Dolomiti prontamente procederà a garantire l’immunizzazione dei soggetti di età pari o superiore a 80 anni con le modalità organizzative descritte.

Offerta vaccinale ai donatori di sangue ed emocomponenti

In adesione alle linee di indirizzo regionali, l’Azienda ULSS Dolomiti procederà con l’offerta di immunizzazione al vasto ed importante settore dei donatori di sangue, secondo selezione di priorità individuate in collaborazione con le associazioni d’area.

Secondo modalità che saranno ulteriormente specificate, si procederà nella fase 2, nell’ offerta vaccinale alla popolazione con più di 60 anni e ai soggetti fragili, partendo dai soggetti più anziani e/o fragili.

In parallelo/al termine della fase 2, sarà completamente sviluppata la vaccinazione delle categorie afferenti ai Servizi Essenziali (fase 3)

Le fasi 2 e 3 saranno di regola condotte mediante chiamata attiva dei vaccinandi ed erogazione prestazionale nei punti di vaccinazione di popolazione.

 

Istituto Superiore di Sanità – 15 gennaio 2021 

Secondo lo studio dell’Isttituto Superiore di Sanità presentato ieri dal presidente Silvio Brusaferro, l’indice di trasmissione nazionale è in aumento per la quinta settimana consecutiva e sopra uno. Due Regioni/PPAA (Bolzano e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3, altre 9 (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta) hanno un Rt puntuale maggiore a uno nel limite inferiore, compatibili con uno scenario tipo 2. Le altre 10 hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno ma
sono tutte, tranne una, con un Rt medio sopra uno o appena sotto.

L’epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale. Tale tendenza a livello nazionale sottende infatti forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’elevata incidenza impongono comunque incisive misure restrittive.

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