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Malga Misurina, quale futuro? Lettera aperta della Cia Agricoltori al sindaco

Ill.mo Sig. Sindaco
dott.ssa. Tatiana Pais Becher,
Le scriviamo la presente in merito alle modalità con cui sono stati gestiti i rapporti e la riassegnazione del complesso malghivo denominato “Malga Misurina”, gestito da oltre 23 anni dalla azienda agricola Malga Misurina di Cella De Dan Innocente e famiglia.
Certo, la forma con cui ci rivolgiamo a Lei, Le potrà apparire inusuale, ma stante che alla nostra comunicazione inoltrata tramite PEC il 19 novembre scorso, in cui Le segnalavamo delle problematiche in essere tra l’azienda nostra associata e la Vostra amministrazione, ha preferito non rispondere in prima persona ma bensì tramite i Suoi uffici, ci vediamo costretti ad interloquire con Lei in forma più ampia.
Vede Sig. Sindaco ci eravamo rivolti a Lei direttamente, quale primo cittadino, perché un Suo concittadino, una sua azienda agricola e posso garantirle che non ce ne sono poi tante nel Suo comune soprattutto che operano nel settore zootecnico, aveva degli evidenti problemi a rapportarsi con l’apparato burocratico che gestisce la struttura amministrativa. Ci siamo rivolti a Lei quale interlocutore politico nella convinzione che le scelte politiche devono sempre essere al di sopra di chi le rende operative, preoccupati del fatto che si andasse ad assegnare una proprietà collettiva del Suo comune, senza tenere conto dei
seguenti fattori: di chi e come la aveva gestito e valorizzata nonché dei suoi diritti, dell’incertezza giuridica che grava sulla natura di tale bene e delle modalità con cui tale bene veniva riassegnato.
Fare l’agricoltore in quota, lavorare per 365 giorni all’anno a 1800 metri di altitudine, spalare la neve attorno la stalla e dalle strutture per 15‐20 ore al giorno come è accaduto in queste settimane, significa avere un attaccamento al proprio territorio, un amore per il proprio lavoro che va ben oltre l’aspetto imprenditoriale e venale. La famiglia del Sig. Cella ha preso in mano ed ha fatto crescere quella malga, la ha ampliata realizzando un agriturismo caratterizzandolo con l’offerta dei propri prodotti lattiero caseari,
salumi, insaccati e quant’altro, valorizzando altri prodotti del territorio e creando occupazione soprattutto di giovani, facendo diventare Malga Misurina uno degli elementi qualificanti dell’area attraverso la cura e manutenzione non solo dei prati e dei pascoli, ma anche dei boschi e della sentieristica.
Il fatto che l’ufficio competente del suo comune, prima di avviare la procedura di concessione del bene, non abbia affrontato e dipanato quelle che erano le pendenze pregresse tra le parti, legate non solo al contratto di affitto in essere ma anche alla natura giuridica del bene, riteniamo sia cosa grave. Come riteniamo sia gravissima la scelta di procedere alla selezione di un nuovo affittuario mediante asta pubblica
secondo le procedure dettate in materia di appalto in luogo dell’usuale bando di concessione. Questo non solo perché l’asta è stata fatta senza dare la giusta priorità ai residenti nel comune di Auronzo, tutelando così gli interessi dei propri cittadini, ma perché tale scelta, oltre ad essere un ulteriore aggravio burocratico, rischia di creare un precedente che se esteso a situazioni analoghe di assegnazione di beni silvo‐pastorali,
penalizzerebbe fortemente le altre aziende agricole della nostra montagna bellunese.
Riteniamo che ridurre 23 anni di storia di un territorio, di sacrifici di una famiglia di suoi concittadini ad un freddo atto amministrativo, sia offensivo nei confronti di chi quel territorio a preso è valorizzato. Come crediamo che costringere una impresa agricola a difendere i propri diritti ricorrendo ai tribunali, come è accaduto all’azienda agricola del Sig. Cella, crei un precedente estremamente pericoloso in cui viene meno il rapporto tra chi amministra il territorio e i suoi cittadini a favore del semplice supposto riscontro
economico.
Sig. Sindaco, in questi giorni c’è stato l’infruttuoso tentativo di conciliazione di fronte ad AVEPA per le contestazioni in essere sul contratto di affitto e le pendenze pregresse e si è svolta la seduta di ricorso al TAR per dirimere sulla legittimità della gara di appalto. Comunque vada a finire questa querelle, si saranno spesi soldi ed energia da entrambe le parti su una cosa che poteva e doveva essere affrontata prima.
Rimaniamo convinti delle ragioni del Sig. Cella e Le esprimiamo la nostra profonda preoccupazione su ciò che sta avvenendo nel suo comune e sulle scelte fatte dalla sua amministrazione, soprattutto la scelta immotivata ed innaturale di procedere con un procedimento di appalto senza tenere in nessun conto la rilevanza delle aziende agricole operanti nel Comune di Auronzo, che rischia di consegnare una eccellenza del proprio territorio quale è Malga Misurina ad una azienda agricola della Pusteria.
La invitiamo quindi a riflettere su tali accadimenti e Le porgiamo i nostri deferenti saluti.

CIA Agricoltori Italiani di Belluno

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