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domenica, Marzo 7, 2021
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Costituzione del coordinamento per il “Grande idroelettrico dell’Arco alpino”

Centrale idroelettrica “Achille Gaggia” – Soverzene (Belluno)

Il cosiddetto «decreto Bersani» del 1999, emendato nel 2019, in attuazione di una direttiva europea del 1992, ha introdotto in Italia la liberalizzazione del mercato dell’energia, che fin dalla nazionalizzazione del 1962 era di fatto monopolistico, fissando per il 1° aprile 2029 la scadenza delle concessioni per le grandi derivazioni idroelettriche rilasciate a suo tempo a ENEL. Lo stesso decreto ha inoltre previsto un nuovo metodo per aggiudicare le utenze idriche al momento della scadenza improntato ai principi della concorrenza.

In previsione di tale importante scadenza, si sta costituendo un Coordinamento “Grande Idroelettrico Arco Alpino” con l’obiettivo di stimolare in modo trasversale la discussione e vigilare sul processo di rinnovo delle concessioni relative alle grandi derivazioni. In particolare, il Coordinamento vuole indirizzare l’attenzione sulla necessità di agire per mettere in primo piano la tutela dell’ambiente e il superamento delle asimmetrie tra le diverse Regioni; la possibilità di scelta dei territori e la distribuzione degli oneri e dei benefici che le concessioni idroelettriche hanno storicamente portato.
Nel Bellunese hanno finora aderito Free Rivers, Italia Nostra sez. Belluno e Comitato Peraltrestrade.

In questi mesi a cavallo del 2020/21 si è costituito un gruppo di lavoro sul tema del rinnovo
delle grandi derivazioni a scopo idroelettrico. Un coordinamento di comitati, associazioni e
liberi cittadini di tutto l’arco alpino dal Friuli, Veneto, Trento, Bolzano, Lombardia,
Piemonte e Val d’Aosta.

Le grandi derivazioni a scopo idroelettrico rappresentano una risorsa insostituibile di produzione di energia rinnovabile ma hanno un impatto negativo sui territori in termini di impianti, dighe, canali ed elettrodotti che solcano le valli.
Delicata anche la gestione della risorsa acqua strappata ai fiumi, la gestione delle piene, la
manutenzione dei bacini imbriferi e la tutela degli altri usi. Negli anni gli investimenti, il
personale impiegato, l’attenzione per il territorio sono venuti meno a vantaggio degli utili delle aziende idroelettriche.
Ora con legge del ’99, il famoso decreto Bersani, sono state fissate le scadenze delle concessioni e previsto il rinnovo attraverso procedure ad evidenza pubblica. Questo non è avvenuto, molte concessioni sono scadute e le aziende continuano a turbinare in regime di prosecuzione temporanea.
La politica ha fatto negli anni provvedimenti raffazzonati, proroghe di concessioni
incostituzionali. Sembra chiara la volontà di non mettere realmente in concorrenza le concessioni scadute sul mercato con il pretesto di non far entrare aziende straniere.
Nel 2019 si è di nuovo messo mano alla normativa nazionale, con una regionalizzazione delle competenze in materia con trasferimento di beni e competenze, e molte regioni hanno deliberato o stanno approntando le leggi regionali per i rinnovi. Ci sono delle questioni aperte sulla legittimità di alcuni passaggi e dei movimenti governativi che vorrebbero di nuovo centralizzare la gestione.

Lo scopo del coordinamento è quello di raccogliere tutti i soggetti interessati per vigilare su
tutti questi movimenti e stimolare un’azione che porti ad un rinnovo delle concessioni
trasparente, che tuteli ambiente e risorsa idrica e più favorevole ai territori montani
sfruttati. Solo riassegnando le concessioni scadute si potranno ridefinire le regole per una
gestione dell’idroelettrico più rispettoso dell’ambiente, con ritorni sui territori.
E’ necessario che i nuovi concessionari investano sugli impianti, sulla sicurezza delle dighe,
sulla riqualificazione dei corsi d’acqua interessati dalle derivazioni, sull’occupazione e sul
contrasto al dissesto dei bacini imbriferi. Tutti temi fondamentali da affrontare con serietà che vanno oltre le seppur importanti compensazioni economiche.
Una partita cruciale per molti territori alpini che intendiamo seguire proponendo idee e
obiettivi ai politici e a tutti gli amministratori.

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