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In zona arancione non si può cacciare fuori dal Comune di residenza. Zanoni: “Il sottosegretario agli Interni Achille Variati conferma”

Venezia, 12 gennaio 2021 – Non si può andare a caccia fuori dal proprio Comune se in zona arancione: oggi ho sentito il sottosegretario agli Interni Achille Variati, a cui ho trasmesso la lettera inviata sabato ai sette Prefetti del Veneto, ed ho avuto la conferma. Zaia eviti circolari regionali illegittime, con deroghe oltretutto pericolose per la salute”.

È quanto torna a chiedere il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni dopo aver parlato con il sottosegretario vicentino dei due provvedimenti della Giunta Zaia, uno del 28 dicembre e l’altro dell’8 gennaio, sul ‘via libera’ alle doppiette per spostarsi dal proprio Comune, nonostante la zona arancione, per cacciare nelle aziende faunistico venatorie, negli Ambiti territoriali di caccia e comprensori alpini a cui sono iscritti.

“Sono circolari che violano chiaramente il Dpcm del 3 dicembre, la caccia non può essere certo considerata motivo di necessità o salute. E in un momento del genere agire così non è solo sbagliato, è da irresponsabili. Si parla di rischio zona rossa per il Veneto e si moltiplicano le richieste per chiudere tutto in modo da limitare i contagi: il personale sanitario è allo stremo e con un tasso di infezione elevatissimo, come denunciano medici, infermieri e sindacati; le case di riposo per anziani e le residenze per disabili sono in una situazione drammatica per i numerosi focolai ad alta letalità e la carenza di operatori. Come si fa a pensare a deroghe del genere? Lo stesso Zaia oggi in conferenza stampa ha ribadito la necessità di non abbassare la guardia, forse crede che i cacciatori siano immuni dal virus! Tra l’altro a gennaio la caccia è di norma da appostamento, a anatre e passeriformi, dove ci sono due o tre persone a stretto contatto, aumentando così la possibilità di contagi”, attacca l’esponente del PD che ha chiesto al presidente della Regione il ritiro della circolare anche tramite un’interrogazione dello scorso 30 dicembre, firmata dalle colleghe Anna Maria Bigon e Vanessa Camani, da Cristina Guarda di Europa Verde e da Arturo Lorenzoni, portavoce dell’opposizione. “In questi anni abbiamo imparato che per la Regione i cacciatori sono un po’ più ‘cittadini’ degli altri, con maggiori diritti, certificati da provvedimenti ad hoc. È l’ora di stoppare questi privilegi, specialmente se rappresentano un pericolo per la salute pubblica”.

 

 

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