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martedì, Marzo 2, 2021
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Il lockdown di Natale preoccupa Confartigianato. Scarzanella: «A rischio centinaia di attività e posti di lavoro. Ci aspettiamo ristori e indennizzi»

Claudia Scarzanella, presidente Confartigianato Belluno

«I blocchi di Natale decisi dal governo e dalla Regione costituiscono un vero e proprio lockdown. Dovranno seguire importanti ristori per le attività economiche, altrimenti molti rischiano di chiudere per sempre». È quanto afferma la presidente di Confartigianato Belluno Claudia Scarzanella, che raccoglie le preoccupazioni delle imprese associate dopo la lettura del decreto legge natalizio. Quello cioè che fissa zona rossa in tutta Italia nei festivi e prefestivi, e zona arancione tutti gli altri giorni fino al 6 gennaio.

«Un paio di settimane fa abbiamo lanciato l’iniziativa “A Natale regala artigiano”, anche per consentire alle piccole e micro imprese di risollevarsi almeno in parte durante le festività, dopo il pesante lockdown di primavera e le limitazioni degli ultimi mesi» prosegue la presidente Scarzanella. «Eravamo e rimaniamo convinti che lo shopping natalizio, territoriale e a chilometro zero, è un ottimo modo per promuovere il Bellunese e i suoi prodotti, oltre a dare respiro agli artigiani. Ma ci troviamo di fronte a misure restrittive importanti, prima della Regione, poi del governo, che rendono impossibili anche piccoli spostamenti e creano confusione nei cittadini. Ci aspettavamo una stretta delle maglie, visti e considerati i numeri dei contagi. Comprendiamo la necessità di ridurre la pressione sul sistema sanitario, oggi in difficoltà. E siamo vicini a tutte le persone ammalate e che hanno subito dei lutti a causa del Covid. Per questo non discutiamo le misure e faremo la nostra parte, ma ci aspettiamo un aiuto concreto da parte del governo».

La preoccupazione di Confartigianato Belluno è grande. E riguarda in maniera particolare il settore di bar, ristoranti, pasticcerie, per i quali le festività avrebbero garantito il periodo clou del lavoro e del fatturato. «Abbiamo già perso la Pasqua e la festa della mamma, tra aprile e maggio. La mazzata del Natale sarà terribile – spiega il presidente del settore dolciario, Cristiano Gaggion -. Per le pasticcerie, la vendita di prodotti artigianali, dolci e panettoni, sarà fortemente compromessa. E il tutto a favore dei prodotti industriali, sempre ben presenti nei supermercati. Un peccato non solo per le nostre imprese, ma per il territorio, che nei dolci artigianali può promuovere qualità e bellunesità». «Tutte le attività collocate nei piccoli Comuni di montagna rischiano di veder svanire anche gli ultimi giorni utili per gli acquisti – aggiunge la presidente Scarzanella -. E questo è un pericolo enorme, perché molti potrebbero essere costretti a chiudere, lasciando così sguarniti gli importanti presidi al territorio montano che le nostre imprese costituiscono. Se chiude un’attività, l’effetto a catena si ripercuote sulle famiglie e sui servizi».

Da qui la richiesta, forte e chiara. «Servono risorse adeguate per compensare l’impatto dei blocchi natalizi – conclude la presidente Scarzanella -. E servono semplificazioni nell’erogazione di ristori e indennizzi. La scorsa primavera avevamo chiesto di poter lavorare, che è molto più importante dei ristori per la tenuta economica. Ma visto che le possibilità di lavoro sono fortemente ridotte, non ci resta altro che avere la liquidità necessaria per andare avanti, magari con sgravi fiscali importanti per il 2021».

 

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