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Online RadioVenetodramma. Marinelli, ideatore del progetto: «Teniamo aperte le coscienze, gli occhi e i sensi di chi non vede l’ora di tornare a teatro».

Giancarlo Marinelli, direttore artistico di Arteven

Con la messa online delle ultime registrazioni si conclude la prima parte di RadioVenetodramma, progetto ideato da Giancarlo Marinelli, in qualità di direttore artistico di Arteven. Sono state 28 le formazioni artistiche venete coinvolte per trasportare in formato audio altrettante opere e pièce teatrali di autori del territorio che è possibile vedere e ascoltare sulle piattaforme Facebook, YouTube, Spotify, Spreaker e sul sito myarteven.it.

Mestre, 19 dicembre 2020 – Mentre i teatri continuano a rimanere chiusi a tempo indefinito, Arteven, il Circuito multidisciplinare del Veneto, ha portato a termine la prima parte del progetto RADIOVENETODRAMMA. Su idea del direttore artistico di Arteven Giancarlo Marinelli, riprendono la grande tradizione del teatro italiano alla radio adattandola alla contemporaneità.
Mercoledì 16 dicembre si è conclusa la messa in onda delle 28 registrazioni che le compagnie regionali venete coinvolte (provenienti da tutte le 7 province) hanno realizzato trasportando sulla scena opere e pièce teatrali di 25 autori veneti. Oltre 70 gli artisti coinvolti tra attori, registi e musicisti, 2 le settimane di registrazioni al Teatro Comunale di Vicenza, un mese di pubblicazioni online (dal 9 novembre al 16 dicembre); un episodio speciale in cui è stata trasmessa la 57° edizione del Premio letterario Regione del Veneto “Leonilde e Arnaldo Settembrini”.
L’accompagnamento musicale è stato a cura di Festival Spazio & Musica, Pantarhei, Società del Quartetto di Vicenza, Ensemble Musagète, con il coordinamento musicale di Cesare Galla.
I radiodrammi, non uno spettacolo teatrale classico, ma una vera e propria lettura con tanto di asta del microfono e musicato dal vivo, ora sono tutti a disposizione gratuitamente sulle piattaforme Facebook, YouTube, Spotify, Spreaker e il sito myarteven.it.

Numeri importanti che rendono l’idea della complessità del progetto che ha voluto dare risposte al pubblico (che era tornato in massa ad acquistare i biglietti per i prossimi spettacoli) e al mondo teatrale veneto (che si trova nuovamente privato del suo lavoro).
Il 17 dicembre scorso, con Le cose fondamentali di Tiziano Scarpa letto da TIB Teatro, è iniziata la seconda fase, ospitata al Teatro Metropolitano Astra di San Donà di Piave. Gli ultimi appuntamenti del 2020 sono Altre 20 volte di Marta Della Via con Susi Danesin, online dal 22 dicembre, e Lei di Mariapia Veladiano con la compagnia Ensemble Vicenza il 30 dicembre.
«Stiamo costruendo il più grande parco letterario italiano – commenta soddisfatto Giancarlo Marinelli, direttore artistico di Arteven -. Siamo riusciti, per quello che ci era possibile, a sostenere le compagnie venete che stanno attraversando un momento di grande difficoltà, riscoprendo in modo antico, ma anche moderno, il rapporto con il pubblico. È motivo d’orgoglio per Arteven e per me aver consegnato al Veneto e a tutto il Paese l’interpretazione teatrale dei grandi capolavori della letteratura veneta. Non ci fermiamo qui, abbiamo in cantiere tante altre iniziative: in attesa che il teatro riapra teniamo aperte le coscienze, gli occhi i sensi di chi non vede l’ora di tornare a teatro».

Un connubio letteratura-teatro che vuole far conoscere il grande patrimonio letterario regionale a un vasto pubblico attraverso la messa ‘in audio’ delle loro opere, andando a costruire nel tempo il più vasto archivio digitale regionale di opere in forma scenica.

Questo progetto numero zero sarà prodromico all’iniziativa che nel 2021 vedrà Arteven creare un archivio di lettura dei copioni in lingua veneta per ovviare al rischio che nel giro di una sola generazione vengano perduti i modi di pronunciare la lingua teatrale con più letteratura al mondo. I ragazzi d’oggi ormai parlano in italiano anche se comprendono il dialetto (spesso molto italianizzato o ridotto nella quantità di vocaboli). È presumibile che parleranno solo in italiano ai loro figli e questi non lo comprenderanno nel tempo. Registrare attraverso le voci dei numerosi attori professionisti del Veneto un numero importante di copioni diventerà l’archivio linguistico del teatro veneto. Il progetto prevede il coinvolgimento del Teatro Stabile del Veneto e della Regione Veneto ma il progetto è aperto ad altre collaborazioni.

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