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Covid, boom di contagi e morti in Veneto. I sindacati dei pensionati contro la Regione: «Poteva contenere i danni con ordinanze restrittive»

Venezia, 17 dicembre 2020 – Oltre 90mila persone positive, quasi 3mila pazienti ricoverati nei reparti Covid, più di 5mila decessi di cui 2mila nelle sole Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) che sono ormai al collasso.
Il modello Veneto – portato come esempio di eccellenza in tutta Italia – sta crollando sotto i colpi dell’indecisionismo della Regione che, dopo aver difeso con forza la “propria” zona gialla, assicurando perfino la volontà di aprire gli impianti sciistici a Natale, ora incolpa il governo per le mancate restrizioni.
«Siamo davvero addolorati e indignati per quello che sta accadendo – commentano i sindacati dei pensionati di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto -. Da tempo abbiamo incalzato la Regione denunciando quanto stava avvenendo nelle Rsa venete. Evidentemente la Regione non ci ha ascoltato, visto che il Covid continua inesorabile a mietere sempre più vittime. Ma la cosa più grave è che il presidente Luca Zaia, per il timore di perdere i consensi di alcune categorie economiche, ha difeso strenuamente la zona gialla, pur potendo inasprirne le limitazioni e ora, della grave situazione vuole incolpare il governo. A Zaia, si sa, non piacciono le decisioni impopolari. Meglio mandare la sanità veneta al collasso, stressando personale e servizi, e incolpare poi l’esecutivo piuttosto che perdere consensi. Oggi, dopo innumerevoli tentennamenti, il Presidente sta cercando di correre ai ripari con un’ordinanza mirata solo ad una limitazione degli assembramenti durante le festività. Decisione tardiva visto che la situazione è oramai al collasso. Servirebbe un vero e proprio lockdown».
Secondo i sindacati dei pensionati, sono molti gli errori commessi dalla Regione, anche nelle ultime settimane. «Sono mesi che come sindacati dei pensionati chiediamo alla Regione un incontro per discutere della situazione delle case di riposo, senza ricevere risposta. Mesi in cui è mancata una regia in grado di monitorare la situazione nelle Rsa; non è stata mantenuta in tutte le strutture la promessa di effettuare tamponi ogni quattro giorni al personale sanitario.– continuano i rappresentanti dei pensionati veneti -; sono stati promossi in pompa magna i test rapidi che stanno mostrando margini di errore elevatissimi. Sono state attivate solo metà delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) programmate. Si sollecita il Governo per una normativa di riferimento nazionale, quando solo il Veneto da 20 anni non applica la riforma delle Ipab, che è una legge statale. Sono state sostenute le proteste della piazza e sono stati alimentati i mal di pancia di chi pensa che l’economia venga prima della salute. In estate, nella scorsa legislatura, era stata istituita una Commissione di indagine sulle case di riposo, i cui risultati non sono stati resi noti. Zaia continua ad addossare responsabilità al governo, ma il suo bluff è evidente a tutti».

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