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Fondo per le aree montane, 210 milioni. Bussone: “Un’importante misura per lo sviluppo locale”

È in Gazzetta Ufficiale da ieri sera il Decreto varato dal Governo il 15 settembre 2020 che ripartisce tra i Comuni delle aree interne e montane italiani 210 milioni di euro per il sostegno alle attività produttive economiche, artigianali e commerciali dei territori. 3.101 Comuni saranno beneficiari, per un totale di 4.171.667 abitanti italiani coinvolti. 210 milioni spalmati su tre annualità, ma i fondi del 2020 saranno da spendere subito, entro il 31 dicembre. “I Comuni dovranno agire in fretta per il bando e per consentire alle imprese, ai negozi, alle attività, di investire le risorse – precisa Marco Bussone, Presidente Uncem – Sono finanziamenti importantissimi per le imprese dei territori. Ringrazio il past president Uncem, Enrico Borghi che da Deputato ha presentato quell’emendamento per i 210milioni lo scorso anno sulla legge di bilancio. Ora al lavoro con tutti i Comuni beneficiari per investire bene le risorse, nel sostenere circa 200mila imprese italiane. Aiuteremo i Comuni come ci ha anche chiesto il Ministro Giuseppe Provenzano che ha predisposto il Decreto”.

La misura è nata all’interno delle politiche nazionali per le Aree interne. Si affianca agli importanti investimenti che 72 aree pilota del Paese stanno facendo da alcuni anni, grazie a quasi 600milioni di euro di risorse statali ed europee regionalizzate. Operano per riorganizzare i servizi (scuole, trasporti, sanità) e per generare crescita, sviluppo sociale ed economico. “Uncem chiedeva da tempo risorse per le imprese – aggiunge Marco Bussone – unite a una fiscalità differenziata e peculiare alla quale stiamo ancora lavorando e chiediamo attenzione e interventi alle Istituzioni nazionali e regionali. Questo stanziamento a 3.101 Enti, a 200mila imprese, risponde in pieno e attua quanto scritto nella legge 158 del 2017 sui piccoli Comuni. E cioé che i nostri piccoli commercianti e le imprese hanno nei territori un ruolo sociale oltre che economico. Lo Stato deve intervenire, interviene oggi tramite gli Enti locali per restituire competitività e generare coesione. Lavoreremo con gli Enti che lo desiderano per rendere questo contributo alle imprese capace di essere leva di sviluppo, sia tramite le esistenti sia per le nuove imprese. Questo stanziamento deve essere utilizzato per rigenerare territori e renderli più competitivi, più forti, riducendo le sperequazioni e i sovracosti strutturali. Non smetteremo poi di lavorare sul piano culturale. ‘Compra in valle, il tuo paese vivrà’ è il claim dell’impegno di Uncem con i Comuni. Questi 210 milioni sono un passo importantissimo verso crescita e inclusione”.

Beneficiari dei 210 milioni di euro
Per la definizione della platea dei Comuni beneficiari è stato utilizzato il criterio della perifericità e della minore dimensione demografica. La classificazione risale al 2014 ed è stata promossa all’interno della Strategia nazionale per le Aree interne.

Quali aziende da sostenere
I Comuni possono utilizzare il contributo assegnato con il Dpcm firmato dal Sottosegretario Fraccaro, per la realizzazione di azioni di sostegno economico in favore di piccole e micro imprese, anche al fine di contenere l’impatto dell’epidemia da Covid-19, che: svolgano attività economiche attraverso un’unità operativa ubicata nei territori dei Comuni, ovvero intraprendano nuove attività economiche nei suddetti territori comunali; sono regolarmente costituite e iscritte al registro delle imprese; non sono in stato di liquidazione o di fallimento e non sono soggette a procedure di fallimento o di concordato preventivo.

Quali azioni di sostegno
Le azioni di sostegno economico possono ricomprendere: erogazione di contributi a fondo perduto per spese di gestione; iniziative che agevolino la ristrutturazione, l’ammodernamento, l’ampliamento per innovazione di prodotto e di processo di attività artigianali e commerciali, incluse le innovazioni tecnologiche indotte dalla digitalizzazione dei processi di marketing on line e di vendita a distanza, attraverso l’attribuzione alle imprese di contributi in conto capitale ovvero l’erogazione di contributi a fondo perduto per l’acquisto di macchinari, impianti, arredi e attrezzature varie, per investimenti immateriali, per opere murarie e impiantistiche necessarie per l’installazione e il collegamento dei macchinari e dei nuovi impianti produttivi acquisiti.

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