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Situazione Covid Veneto. Zaia: “Pressione sugli ospedali, non crisi. Mi appello al senso di responsabilità dei cittadini”

Venezia, 9 novembre 2020  –  “La situazione negli ospedali è di pressione, ma non di crisi. Ciò che preoccupa è una evidente leggerezza con cui troppe persone stanno tarando i loro comportamenti rispetto alle necessità assolute di garantire il distanziamento sociale e l’uso costante della mascherina.

Dal punto di vista organizzativo abbiamo ancora un buon margine di posti letto sia in area non critica che nelle terapie intensive, ambito nel quale abbiamo il 17% di tasso di occupazione Covid. La situazione peraltro evolve di ora in ora e, come nella precedente ondata, non ci faremo trovare impreparati. Proprio oggi ho autorizzato l’allestimento da parte della Protezione Civile di strutture mobili riscaldate esterne agli ospedali per agevolare il triage e garantire assistenza a eventuali pazienti per i quali ci potesse essere un’attesa per il ricovero. In Veneto, comunque, garantiamo un letto a tutti”.

Lo ha detto il presidente della Regione, Luca Zaia, facendo oggi il punto della
situazione del Covid-19 in Veneto, affiancato, come sempre, dagli assessori Manuela
Lanzarin (Sanità) e Gianpaolo Bottacin (Protezione Civile).
Zaia ha quindi annunciato che da domani il Veneto caricherà a livello nazionale anche
i circa diecimila tamponi rapidi che vengono effettuati ogni giorno. “Fino ad oggi – ha
precisato – anche le positività riscontrate con i rapidi venivano conteggiate nell’ambito
del numero di quelli molecolari, alzando così in maniera impropria il tasso di
incidenza tra positività e tamponi. Mi risulta che farà così anche l’Emilia Romagna”.
Sul fronte degli eccessivi assembramenti verificatisi nel fine settimana, Zaia ha
annunciato per domani un incontro di coordinamento con i Sindaci, per concordare
“eventuali” misure.
In arrivo anche l’App, che si chiama “Zero Covid Veneto”, grazie alla quale le persone
in isolamento domiciliare, con o senza sintomi, potranno comunicare la loro
situazione ai sanitari, segnalare miglioramenti o peggioramenti, chiedere l’intervento
diretto a domicilio, aiutando il lavoro dei contact tracer che sono alle prese con migliaia di positivi da tracciare. “C’è un problema posto dal Garante della Privacy che
risolveremo con una legge in Consiglio regionale, dove domani si riunirà la
Commissione e venerdì il Consiglio per l’approvazione. Stiamo per attivare un grande
servizio per le migliaia di persone in isolamento e non mi pare una violazione della
privacy se loro, spontaneamente, ci dicono come stanno e se hanno bisogno di aiuto.
Niente a che fare e nessuna concorrenza con Immuni, perché la nostra ha tutt’altri
obbiettivi”.