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venerdì, Maggio 7, 2021
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Veneto in zona gialla. De Carlo: “Non abbassiamo la guardia. Situazioni preoccupanti nell’Alto Bellunese”

L’inserimento del Veneto tra le zone gialle regolate dall’ultimo DPCM non deve farci stare tranquilli: a invitare i cittadini a non abbassare la guardia è il senatore Luca De Carlo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia e sindaco di Calalzo di Cadore.

“Quella della diversa colorazioni delle regioni non è un gioco ed essere stati inseriti nella classificazione più bassa non deve farci perdere il punto delicato della situazione che stiamo vivendo: si parla di vita, di salute delle persone e del futuro di migliaia di imprese e famiglie. È stato riconosciuto, in questo momento, il buono stato della sanità veneta, ma non possiamo permetterci di tornare alla vita di prima, facendo finta che sia tutto normale: ci stiamo avvicinando al picco dei contagi ed è assurdo prendere rischi inutili solo per leggerezza o faciloneria”, sottolinea De Carlo. “Se pensiamo di stare rilassati deve essere chiaro che se ignoriamo le indicazioni che ci vengono date, rischiamo la chiusura totale, e non possiamo permettercelo: dobbiamo continuare a vivere e a lavorare, ma in sicurezza”.

A preoccupare De Carlo è soprattutto la situazione dell’Alto Bellunese: “Ci sono diverse zone del Cadore e del Comelico che non fanno stare tranquilli: abbiamo visto nei giorni scorsi i casi nelle case di riposo, o qualche settimana fa il lockdown comeliano. Sono situazioni che non devono e non possono ripetersi. Nel mio comune, a Calalzo di Cadore, abbiamo oltre 20 positivi, cioè più dell’1% della popolazione. Non dimentichiamo che sono ancora possibili provvedimenti ulteriormente restrittivi da applicare a zone specifiche, quindi non è il caso di scherzare col fuoco”, sottolinea.

“La macchina della pubblica amministrazione, soprattutto nelle zone di montagna e periferiche dove le infrastrutture informatiche sono carenti, è rallentata dallo smart working imposto ai dipendenti pubblici”, conclude De Carlo. “Dobbiamo uscire presto da questa situazione di blocco per dare risposte ai territori e far ripartire l’economia, e possiamo farlo solamente se, in queste poche settimane, tutti rispetteremo in modo rigido le regole e se useremo il buon senso. Fare festa oggi per lo scampato pericolo e abbassare le difese vuol dire una dolorosa chiusura domani”.

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