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martedì, Maggio 11, 2021
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Un manager su quattro si è ridotto lo stipendio

Lo segnala Federmanager Treviso e Belluno, che durante l’emergenza pandemia ha stilato per i propri associati ben 170 verbali di riduzione di RAL, pari al 22% di quelli in servizio.

Mai così tanto. Ed è un segnale che nello stesso tempo dà il senso della vicinanza dei manager trevigiani e bellunesi al futuro delle aziende in cui operano, ma lancia anche uno sguardo cupo sul futuro del mondo del lavoro, non solo manageriale. Ben 170 sono stati, infatti, i verbali di riduzione RAL sottoscritti sinora da Federmanager Treviso e Belluno durante questo 2020. Se si considera che l’associazione, che conta 1200 associati nelle due provincie, ha 750 iscritti in attività (il resto sono pensionati), si arriva ad un pesante 22% di dirigenti che, causa l’emergenza Covid-19, hanno sottoscritto volontariamente una riduzione temporanea del proprio stipendio.

È questo il dato più significativo emerso ieri durante l’assemblea ordinaria di Federmanager Treviso e Belluno, trasmessa via streaming dal BHR Hotel con la sola presenza fisica del consiglio direttivo, mentre gli associati hanno potuto partecipare da casa in teleconferenza. “Durante quest’anno difficile – ha detto il presidente di Federmanager Treviso e Belluno, Adriano De Sandre – siamo stati a fianco di quei dirigenti che hanno capito il periodo critico e si sono resi disponibili a revisioni temporanee delle retribuzioni o alle ferie a vantaggio delle aziende. Che dimostra ancora una volta come i manager siano attenti e sensibili al futuro delle aziende in cui operano. Come associazione volgiamo essere sempre più vicini ai manager, che dovranno governare questo processo di cambiamento verso una nuova normalità ed un nuovo modo di lavorare, come quello dello smart working con circa l’80% dei manager che ha utilizzato durante questi mesi in modo esclusivo o parziale questa modalità di lavoro”.

Ospite dell’assemblea, sempre in teleconferenza, anche il vicepresidente di Federmanager Eros Andronaco, “Come manager – ha detto Andronaco – dobbiamo diventare i protagonisti di questo cambiamento radicale che ci aspetta. Come Federazione ci muoveremo per far sentire la nostra voce alle istituzioni e proteggere la categoria dal trend occupazionale negativo che con molta probabilità colpirà il mondo del lavoro, manager compresi. Per far ripartire l’economia e rilanciare i consumi serviranno politiche attive del lavoro e piani formativi, con un forte impegno sulle riforme”.
“C’è forte preoccupazione sia sulle persone che sull’economia – ha detto Mario Cardoni, nel suo intervento virtuale –. Ma quest’emergenza può anche diventare l’opportunità unica di riprogettare il nostro paese. E per far questo è importante la presenza di persone capaci di gestire momenti complessi, come i manager. Per cercare di dare futuro ai nostri giovani con investimenti mirati. Altra grande sfida sarà quella della formazione, che dovrà viaggiare sui binari della digitalizzazione e della sostenibilità. Per affrontarle e vincere servirà coesione e senso di responsabilità”.

“Dobbiamo pensare ad una nuova normalità ­– ha detto ancora De Sandre – sfruttando le opportunità di cambiare il nostro modo di lavorare che ci sono state offerte dell’emergenza. Non farlo sarebbe uno spreco. D’altra parte dobbiamo considerare che le relazioni coi colleghi rimangono un aspetto fondamentale, che va mantenuto. Quello che possiamo ripensare è creare un mix tra lo smart working e la presenza in azienda. Gestire questo cambiamento sarà complicato, ma i manager hanno tutte le competenze e le capacità di farlo, mettendo in piedi quel rapporto biunivoco di fiducia e responsabilità per mantenere relazioni a distanza che concilino il benessere dei dipendenti con quello dell’azienda”.

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