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venerdì, Novembre 27, 2020
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H1: L’Università ai tempi del Covid-19

Settembre è da sempre il mese della ripartenza. Non a caso, è la seconda parte dell’anno in cui si possono intraprendere nuovi propositi (dopo gennaio). Tutte le energie accumulate durante l’estate vengono sfruttate per ricominciare a fare progetti, per impegnarsi nel lavoro, per affrontare al meglio l’ultima parte dell’anno.

Nel 2020, settembre assume un significato ancora più importante visto che segna la ripresa di tante realtà ancora chiuse a causa dell’emergenza del Covid-19. Stiamo parlando, nello specifico della realtà scolastica e universitaria. Si sperava in uno scenario diverso con meno contagi in atto. I numeri che fanno da sfondo alla riapertura del mondo universitario non sono incoraggianti, ma è importante che gli studenti di ogni età e grado ricomincino a vivere il mondo della formazione a pieno.

Sicurezza” resta la parola d’ordine per questa ripartenza. Lo era già prima, figuriamoci ora. Il ministro Gaetano Manfredi lo ha ribadito più volte ed è a tal fine che sono state emanate delle linee guida per tornare a frequentare l’università riducendo al minimo il rischio di contagio.

Si torna all’università, ma le aule potranno essere riempite solo al 50%. In questo modo, può essere assicurato il rispetto della distanza di sicurezza che non deve mai essere inferiore a un metro/un metro e mezzo anche al di fuori delle aule. Per seguire la lezione, è necessario prenotarsi attraverso apposite applicazioni che gli atenei stanno testando e mettendo a disposizione. Per venire incontro a chi deve muoversi tra regioni e agli studenti stranieri, le lezioni saranno trasmesse anche online così che tutti gli iscritti le possano seguire anche a distanza. La mascherina è obbligatoria all’interno di tutti i locali dell’università e dovrà essere indossata anche nel corso della lezione. Solo il professore potrà toglierla durante la spiegazione. Ci saranno procedure di sanificazione quotidiana, gel igienizzanti e un frequente ricambio d’aria. La misurazione della temperatura non è obbligatoria, ma a discrezione dei singoli atenei.

Non è ancora chiaro come si intende procedere nel caso in cui uno studente o un docente risulti positivo al tampone. Il ministero ha predisposto un documento che è stato condiviso con la Conferenza dei rettori e ora si attende l’approvazione del Comitato tecnico scientifico. Quindi, non resta che aspettare e vedere quali saranno le indicazioni da seguire.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, c’è un aspetto che emerge in maniera molto chiara: almeno nel prossimo futuro la didattica sarà mista: nonostante le molte critiche, ci si avvarrà sia di lezioni online che in presenza. Questa tipologia non è nuova nel nostro paese perché sono presenti tante università telematiche – un esempio? L’Università Niccolò Cusano! – che da tempo, sfruttando i vantaggi dell’e-learning per fare formazione, combattono contro i pregiudizi di chi ritiene queste lauree delle scorciatoie per prendere solo il titolo. In realtà, si tratta di una scelta conveniente per tutti coloro che hanno difficoltà a spostarsi per frequentare le lezioni o sono già impegnati con attività lavorative ma desiderano proseguire gli studi. Le università telematiche sono realtà che hanno già fatto esperienza e che in questo momento sono sicuramente più pronte e organizzate per fronteggiare l’emergenza, garantendo così una buona continuità nella formazione degli studenti.

Come scegliere la migliore università online del momento? Innanzitutto, bisogna optare per la facoltà che si desidera e che più rispecchia la propria personalità e il proprio carattere. Poi vedere quali università telematiche offrono quel percorso di studio e scegliere quella più rinomata (basta farsi un giro sul web per raccogliere qualche opinione) più adatta alle esigenze personali.

 

 

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