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mercoledì, Ottobre 28, 2020
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Autovelox. Interrogazione del consigliere Fabio Bristot ‘Rufus’: perché non vengono posizionati vicino alle scuole e perché il comune non ha recuperato forzosamente i verbali non pagati?

Autovelox, deterrenza o cassa? Perché gli autovelox nei pressi delle scuole non vengono attivati negli orari di ingresso/uscita dei bambini/ragazzi nelle scuole?

A chiederlo, con interrogazione diretta al presidente del consiglio comunale di Belluno Francesco Rasera Berna e al sindaco Jacopo Massaro, è il consigliere Fabio Bristot “Rufus”.

Premesso – scrive Bristot – che l’uso degli autovelox è diventato una modalità per fare cassa, si stima che nell’ultimo quinquennio in alcune aree del nostro Paese vi siano stati aumenti addirittura del + 35% da sanzioni del Codice della Strada;
valutato a titolo personale che gli autovelox possono essere, qualora posizionati in zone ad elevata incidenza di sinistri e/o in zone dove l’elevata residenzialità o dove vi sia la presenza di siti sensibili come scuole e asili, strumento importante per la prevenzione di incidenti (vale ad esempio questo ragionamento per il nuovo autovelox posizionato a Levego);
ricordato che il Comune di Belluno non ha incassato nell’ultimo quinquennio una cifra assolutamente ragguardevole dal gettito derivato delle sanzioni previste in applicazione del C.d.S. in quanto non pagate dai trasgressori, stante il fatto che il Comune di Belluno non ha mai effettuato la cosiddetta riscossione coattiva;
ribadito che il Comune di Belluno dovrebbe comunque investire ex lege almeno il 50% del gettito derivato dalle sanzioni C.d.S. per il potenziamento ed al miglioramento della segnaletica stradale (con il bilancio preventivo 2020 approvato a dicembre solo nel mese di settembre, ad esempio, è stata fatta parzialmente la segnaletica orizzontale), alla redazione dei piani urbani del traffico e dei piani del traffico per la viabilità extraurbana di cui all’art. 36 dello stesso codice della strada, alla fornitura di mezzi tecnici necessari per i servizi di polizia stradale di competenza, alla realizzazione di interventi relativi alla mobilità ciclistica e, infine, in misura non inferiore al 10% della predetta quota ad interventi
per la sicurezza stradale in particolare a tutela degli utenti deboli: bambini, anziani, disabili pedoni e ciclisti;
considerata anche l’esistenza di tre autovelox realizzati nei pressi della Scuola elementare di Bolzano Bellunese (Via Bolzano), della Scuola Media di Castion (Via San Cipriano) e della scuola Elementare di Chiesurazza (Via Agordo) posti a salvaguardia dei nostri ragazzi e, in genere, della popolazione più debole, che sembrerebbero essere stati attivati assai di rado, forse mai, come più volte mi è stato ricordato da alcuni genitori delle zone considerate.

Tutto ciò premesso,
si chiede gentilmente di conoscere quale sia il complessivo gettito derivato dalle sanzioni ex C.d.S. e quale la percentuale derivata dalle sanzioni dei soli autovelox nell’ultimo triennio;
si chiede gentilmente di conoscere, limitatamente a quelli sopra indicati (Castion, Bolzano Bellunese e Chiesurazza) quante volte gli siano stati attivati (numero su base annua dell’ultimo triennio), in quali fasce orarie, quante contravvenzioni siano state comminate e quale sia stato il gettito prodotto sino ad ora dagli stessi, oltre al costo complessivo delle tre postazioni;
si chiede, infine, di conoscere quali direttive la Giunta, ovvero l’Assessore delegato (non si è mai capito chi sia in realtà) stia pensando di attuare considerato l’imminente licenziamento del Decreto che modificherà in modo importante la possibilità di utilizzare autovelox anche in altre strade rispetto a quanto sia attualmente possibile fare e quali azioni l’Amministrazione Comunale intenda perseguire
per le finalità legate alla viabilità e mobilità della città di Belluno.

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