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venerdì, Settembre 18, 2020
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Oggi la presentazione della Lista + Veneto in Europa, a sostegno del candidato presidente Lorenzoni

Si è tenuta oggi a Belluno la presentazione del piano di tutela del territorio della lista +Veneto in Europa a sostegno del candidato presidente Lorenzoni per le prossime elezioni regionali.
I dati di ISPRA  – è stato sottolineato nel corso della conferenza di presentazione -dicono chiaramente che il Veneto, malgrado conti metà del suo territorio occupato da aree collinari e montane, accusa un problema gravissimo di sfruttamento senza criterio del territorio.
Risulta infatti la seconda regione d’Italia per cementificazione dopo la Lombardia con un peggioramento progressivo di anno in anno.
E’ evidente che qualcosa nella politica regionale di tutela del territorio non ha funzionato.
Alcuni aspetti sono sotto gli occhi di tutti, come l’enorme numero di capannoni industriali abbandonati ed i nuovi edificati: cause del fenomeno della cosiddetta impermeabilizzazione del terreno, ovvero l’impedimento al deflusso della acque piovane in occasione soprattutto di eventi atmosferici violenti come quelli che si susseguono sempre più frequentemente.
Il territorio bellunese nel quale ci troviamo mostra ancora profonde le ferite della tempesta Vaja.
Certamente si è trattato di un evento straordinario, ma che ha reso visibile una drammatica fragilità del nostro patrimonio boschivo.
A questo hanno seguito altri eventi che hanno colpito altre province, fino ai più recenti allagamenti che hanno segnato il veronese e il vicentino.
C’è un sistema di prevenzione e di sfruttamento del territorio a fini produttivi che va completamente ripensato.
L’economia veneta deve urgentemente diventare pienamente compatibile con un ecosistema straordinariamente ricco che comprende il mare, le pianure, i fiumi e i laghi, le montagne. Per ogni componente va studiato un approccio che ne valorizzi il potenziale economico, soprattutto legato agli aspetti turistici.
Solo un approccio differenziato consente una sintonia tra reddito e tutela ambientale. Le nostre montagne che da Belluno si aprono in catene famose in tutto il mondo per la loro bellezza, non devono essere un paradiso inaccessibile, ma nemmeno teatro di speculazioni.
La valorizzazione del turismo ecosostenibile con una rete opportuna di collegamenti e strutture ricettive deve essere poi rimedio al progressivo spopolamento dei centri abitati montani.
La Regione non si è impegnata nei passati anni di amministrazione Zaia in veri progetti di sostegno all’imprenditoria giovanile legata allo sport, alla ricettività, alla valorizzazione più moderna delle tradizioni locali.
Ci vogliono idee coraggiose, visione aperta al futuro, confronto e collaborazione con quei paesi europei più vicini che sono serbatoi indispensabili di flussi turistici. Quest’ultimo aspetto rende evidente come anche le politiche di tutela del territorio più efficaci non possono che venire dal confronto diretto e costante con partner europei e dall’accesso ai finanziamenti che l’Europa ci concede ma che troppo spesso non sappiamo impiegare in progetti efficaci.
Un Veneto più verde e attento al suo patrimonio ambientale, può e deve diventare anche un Veneto più ricco e moderno.

Di seguito i candidati

Anna Lisa Nalin – portavoce +Europa Veneto, Candidata +Veneto in
Europa

+Veneto in Europa nasce dall’unione del partito progressista dei giovani Volt
e +Europa Veneto .
Sviluppo dell’economia e tutela dell’ambiente sono temi che non possono
andare separati, come gli ultimi eventi ci dimostrano, A partire da Tempesta
Vaja, Venezia, Verona.
Negli ultimi 10 anni il tema è stato trascurato dalla amministrazione Zaia.
Pensiamo che per un territorio come il bellunese il tema dell’ambiente è
fondamentale. Si tratta di territori soggetti allo spopolamento,
all’allontanamento di molti giovani.
Vogliamo quindi portare avanti il nostro pensiero, di aprire il Veneto, la
regione non può non vedere queste zone, deve investire in piano di
formazione affinché i giovani possano lavorare nei loro territori e che la
smettano di emigrare.
I giovani non sono un serbatoio elettorale utile, i giovani solo il nostro futuro
e vogliamo un patto generazionale,

Igor Boni, esperto di politiche forestali e ambientali
A livello montano costruire nuovi impianti da sci , può causare nuovi dissesti.
La tempesta Vaja è un evento eccezionale perché ha buttato giù 20 milioni di
alberi, ma non è un unicum perché già nel 1967 ci fu una distruzione dei
boschi del nord est analoga. Con venti a 200 km all’ora i boschi vanno giù.
Questo è dovuto a cambiamenti climatici che aumentano la temperatura in
particolare nell’area mediterranea e aree alpine, e provocano energia molto
più forte durante gli eventi meteorologici.
E’ evidente che oggi bisogna ripristinare il più velocemente possibile le aree
distrutte in modo naturale o andando a fare impianti di nuovi alberi.
Proprio questa tempesta ci fa capire come le questioni ambientali siano
ragionamenti che possono essere fatti solo in ottica transnazionale.
Il Veneto può fare una legge sul pagamento del consumo del suolo, pagando
il danno alla collettività, questa è un’azione che il Veneto può fare a livello
locale.
Altrimenti dobbiamo pensare di incidere a livello europeo o mondiale.
+Veneto in Europa ha questi aspetti dell’ambiente tra i primi posti del proprio
programma, quindi saremmo un pungolo fortissimo rispetto a queste
tematiche che rappresentano il futuro economico del territorio montano.

Giorgio Pasetto, +Europa, Candidato +Veneto in Europa
La bike economy. La bicicletta insieme alle escursioni può essere il
completamento di una stazione turistica prima e dopo lo sci.
La bici – con le innovazioni tecnologiche – consente anche a persone non
abituate di visitare le Dolomiti con i beneficio di andare in bicicletta in gruppo.
Questo potrebbe anche tenere sul territorio i giovani della montagna, che si
vedono limitati negli sbocchi professionali.
Un altro aspetto che riguarda tutto il Veneto è il mondo della sanità. Abbiamo
assistito in questi anni ad un depauperamento della sanità pubblica. Questo
è un problema anche per i turisti, se manca l’elicottero per il soccorso, se manca
il servizio sanitario pubblico.

Silvja Manzi, Direzione +Europa
Ringrazio per l’occasione che ci è stata data di conoscere questa regione.
Il Veneto è un’Italia in miniatura perché c’è tutto.
La domanda che i cittadini e che gli elettori devono farsi è se la loro regione
negli ultimi anni sia stata governata bene.
La Scelta di presentare questa lista è stata coraggiosa, in una regione
governata da un piccolo zar che tutti danno per vincente.
E’ stata una campagna difficile anche per la scelta infelice di collocare questa
scelta elettorale nel prossimo fine settimana.
Complimenti a Voi che siete riusciti a mettere insieme le forze anche con i
giovani di Volt, aggiungo che sia Anna Lisa Nalin che Giorgio Pasettto hanno
un passato radicale, e danno una visione in più a questa lista.
Il Veneto è una piccola Italia e spero che il prossimo 20 21 settembre in
Veneto si faccia quello che è stato fatto 150 anni fa in Italia.
Spero che gli elettori veneti facciano questa breccia, votando +Veneto in
Europa e votando NO al referendum.
Entrando nel merito del quesito referendario pensiamo che sia un quesito
truffa, trattandosi di un risparmio fittizio che va ad intaccare la nostra
democrazia
Credo che sia importantissimo andare a votare e andare a votare NO al
referendum e a mettere una croce sul simbolo +Veneto in Europa.

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