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lunedì, Settembre 21, 2020
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Adeguamento edifici scolastici. La Cgil scrive al presidente della Provincia, sindaci e dirigenti scolastici

Mauro De Carli – Segretario generale Cgil Belluno

“Siamo oramai in prossimità della riapertura delle scuole, a pochi giorni dall’avvio delle lezioni e sentiamo il dovere di esprimervi tutta la nostra preoccupazione per quanto potrà accadere nelle settimane successive”.

Inizia così la lettera indirizzata al presidente della Provincia, sindaci e dirigenti scolastici a firma del segretario generale della Cgil bellunese Mauro De Carli e dei dirigenti sindacali bellunesi della Cgil Maria Rita Gentilin e Walter Guastella.

“Le nostre preoccupazioni – prosegue la lettera – discendono certamente dal clima di incertezza che ancora in queste ore grava sulle reali intenzioni/possibilità da parte della Ministra Azzolina, e del Governo nel suo insieme, di rendere effettivamente disponibile per le scuole tutto l’organico docente e ata necessario a garantire il distanziamento fisico, consentendo cosi una riorganizzazione delle classi, del tempo scuola e della didattica (che auspichiamo possa essere sempre in presenza). Ma nutriamo una preoccupazione non inferiore per quanto riguarda la gestione dei servizi di trasporto e le mense scolastiche.
Per quanto attiene la gestione dei servizi di trasporto degli studenti – che e materia di competenza della Provincia e dei Comuni – i dati a tutt’oggi in nostro possesso ci indicano che non vi saranno mezzi e autisti sufficienti a garantire che il trasferimento di bambini e ragazzi possa avvenire nel pieno rispetto delle norme anti COVID. Se le corriere della DolomitiBus e gli Scuolabus continueranno a viaggiare – come negli anni scorsi – al limite della capienza, una rapida impennata dei contagi più che un rischio sarebbe una certezza! Ne pub essere ritenuta una valida alternativa suggerire alle famiglie di accompagnare i figli a scuola utilizzando per quanto possibile i mezzi privati: soluzione questa che provocherebbe un rallentamento generalizzato della mobilità territoriale, un innalzamento dei livelli di inquinamento, un significativo costo aggiuntivo per i bilanci delle famiglie e difficilmente potrebbe conciliarsi con gli orari di lavoro delle persone e le esigenze dell’apparato produttivo provinciale. Chiediamo quindi al Presidente della Provincia e ai Sindaci, ciascuno per quanto di propria competenza, se e già stato definito un piano di potenziamento delle corse della DolomitiBus rivolte all’utenza scolastica e degli Scuolabus.
Altro settore sul quale nutriamo forti preoccupazione e quello delle mense scolastiche. Auspichiamo che in questi mesi gli Enti Locali abbiano effettuato le necessarie verifiche e provveduto ad attuare i necessari interventi di ampliamento delle superfici necessari a garantire la possibilità per gli studenti di consumare i pasti in sicurezza in locali idonei. Auspichiamo altresì che i Dirigenti scolastici abbiano predisposto un piano organizzativo volto ad evitare che si verifichino situazioni di sovraffollamento negli ambienti mensa e nei punti di accesso alla stessa. Non vorremmo infatti che una carenza di spazi e/o un difetto di organizzazione alla fine impedisse la fruizione della mensa scolastica da parte degli alunni frequentanti it tempo pieno/ prolungato e degli allievi delle scuole superiori frequentanti gli istituti alberghieri di Longarone e Falcade o l’Istituto Agrario di Feltre. L’eventuale impossibilità, assolutamente da scongiurare, di poter consumare i pasti a scuola si tradurrebbe per gli alunni coinvolti in una riduzione dell’orario scolastico e quindi delle opportunità formative, avrebbe pesanti ripercussioni per l’organizzazione della vita delle famiglie e più in generale per una fetta importante per il sistema produttivo provinciale. Né è pensabile che la soluzione possa essere trovata nel far consumare agli studenti ii pasto nella stessa aula e nello stesso banco che hanno già occupato per 4/5 ore in orario antimeridiano e che continueranno ad occupare per altre 2/3 ore in orario pomeridiano. Ad impedirlo sarebbero già elementari nozioni di igiene e di educazione alimentare, prima ancora che le norme anti COVID. Le ricadute negative di una eventuale sospensione del servizio di mensa nelle scuole si avrebbero poi anche per le aziende della ristorazione che hanno in appalto i servizi di catering, con pesanti ricadute sui livelli occupazionali.
Infine ci permettiamo di chiedere ai Dirigenti scolastici se dalle verifiche effettuate in queste settimane sia emersa o meno la necessità di interventi di adeguamento /ampliamento di aule, laboratori, aule speciali, corridoi, etc., al fine di garantire il rispetto delle norme di sicurezza anti Covid; se le eventuali carenze riscontrate siano state oggetto di segnalazione all’Ente locale di riferimento; se i necessari interventi di adeguamento siano stati realizzati o siano in via di realizzazione.

Auspichiamo infine che le informazioni che ci vorrete fornire possano essere oggetto di approfondimento e confronto nel corso dei prossimi incontri di “negoziazione socia le” fra le OO.SS. e le amministrazioni comunali del territorio bellunese.
Confidando in una Vostra risposta, invitiamo cortesemente le SS.LL. a calendarizzare al più presto specifici incontri sui temi sopra elencati”.

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