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venerdì, Settembre 25, 2020
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Regionali 2020. Le proposte di Confartigianato: spopolamento, Zes, fiscalità, grandi eventi

Claudia Scarzanella, presidente Confartigianato Belluno

Sguardo lungimirante e misure immediate. Sono i due orizzonti temporali di Confartigianato Imprese Belluno in vista della prossima tornata elettorale. Un piano strategico regionale, aggiornabile e aperto a scelte di ampio raggio, ma che lancia un messaggio immediato per la ripartenza, soprattutto alla luce di un calo del Più per il 2020 stimato in un -7%. Con quindici linee di intervento per il Veneto da sottoporre ai candidati alle prossime regionali. E anche con diverse misure locali per il Bellunese, dove il nemico numero uno rimane quello dello spopolamento.

Le proposte per il Veneto
Nel piano di Confartigianato Veneto, una posizione fondamentale è occupata dalle infrastrutture. Soprattutto quelle che da tempo sono in attesa di realizzazione. Quindi, alta velocità verso Milano e verso Bologna. Ma anche sbocco a Nord. Interventi immediati la cui ragion d’essere sta nell’assoluta necessità per il Veneto di rendere agevole e veloce lo scambio di merci, persone e conoscenze. Questi driver strutturali vengono individuati come fondamentali per costituire la precondizione dello sviluppo di un’economia regionale dinamica e interconnessa con il resto del mondo. Tra le proposte, anche la facilitazione dell’accesso al credito e il sostegno al cambiamento in atto nella manifattura.

Le proposte per Belluno

Per quanto riguarda la provincia di Belluno, il punto di partenza è quello del contrasto alla crisi demografica. «Scopo delle azioni politiche deve essere non solo fermare lo spopolamento ma invertire la tendenza con investimenti e iniziative che attraggano nuove famiglie» spiega la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella. E il tema fondamentale, su cui gli artigiani bellunesi spingono da tempo, è quello della fiscalità di vantaggio per le aree periferiche e montane, attraverso la creazione di una Zes (zona economica speciale). «Dopo Vaia, a giugno 2019 abbiamo proposto il tema. E nello scorso mese di marzo si è svolta una riunione delle categorie presso la Camera di Commercio di Belluno – spiega il direttore di Confartigianato Belluno, Michele Basso -. Da qui è nato un documento sottoscritto dalle categorie degli artigiani e degli agricoltori, per dare seguito alla volontà di chiedere alle istituzioni di creare una Zes o Zls sull’esempio di quello che è avvenuto a Venezia. Il tema non è la legittimità ma il riconoscimento di una zona a vantaggio burocratico e fiscale per il territorio bellunese. Chiediamo a tutte le forze politiche di condividere tale proposta già ripresa da alcuni candidati, in modo da avere una condivisione unitaria sul territorio». La proposta della Zona economica speciale va nella direzione di dare alla montagna strumenti speciali per un territorio che paga la concorrenza con le realtà autonome contermini e le difficoltà orografiche rispetto alla pianura. Strumenti economici che non sono arrivati con il “Decreto agosto”, nonostante gli Stati Generali della Montagna avessero assicurato un’attenzione particolare alle “terre alte”. «Quel decreto contiene misure che riguardano in particolar modo il Sud, con defiscalizzazioni importanti e agevolazioni per avviare l’occupazione nel Mezzogiorno – sottolinea la presidente

Scarzanella -. Oltre 1 miliardo di euro per gli sgravi occupazionali: cifre imponenti che guardano solo verso una parte del Paese. La montagna invece resta esclusa ed è per questo che la nostra proposta torna sulla Zes».
Immancabile un punto specifico sui grandi eventi che si profilano all’orizzonte, occasione imperdibile per il territorio e le sue imprese. «La storia dei grandi eventi recentemente organizzati in Italia insegna che la vera opportunità da cogliere è quella di utilizzare gli investimenti per garantire ricadute durature, che vadano oltre la visibilità internazionale e gli afflussi di visitatori nei giorni delle manifestazioni, non solo con il riutilizzo delle opere ma anche creando le condizioni per rafforzare l’economia e la qualità della vita – continua la presidente Scarzanella -. I grandi eventi vanno pensati come occasioni per intervenire sulle infrastrutture, penso ad esempio alla necessità di risolvere una volta per tutte alcuni punti neri della nostra viabilità, magari guardando oltre e realizzando quello sbocco a Nord che ci manca da sempre, unica provincia alpina a non avere un collegamento oltre il confine. Ma penso anche all’elettrificazione delle reti ferroviarie e alla costruzione di un sistema turistico nuovo e strutturato. In questa partita, inoltre, l’artigianato può e deve ritagliarsi uno spazio fatto di promozione dei prodotti locali e dei servizi. Confartigianato Belluno ha la delega dalla struttura confartigianale del Veneto sui grandi eventi e questo ci spinge a lavorare in squadra per cogliere le opportunità che si presentano da qui al 2026».

Michele Basso – Direttore Confartigianato Belluno

Infine, un accenno anche alle fusioni tra Comuni e allo snellimento dei livelli amministrativi, passaggio fondamentale per arrivare anche alla semplificazione burocratica. «È importante un positivo rapporto tra Regioni e Stato in un’ottica di federalismo cooperativo e per questo serve mettere ordine nei livelli istituzionali – conclude il direttore Basso -. Dallo Stato alle Regioni, passando per le Province per arrivare ai Comuni, vanno ridisegnate modalità di governo più incisive del policentrismo urbano, sostenendo la pianificazione territoriale sovracomunale, sviluppando l’associazionismo intercomunale e i processi di fusione, anche alla luce delle difficoltà di gestione dei piccoli Comuni emerse durante l’emergenza Covid».
Le proposte bellunesi potranno essere spiegate ai candidati locali, se i tempi lo consentiranno. Confartigianato Belluno infatti avrebbe intenzione di incontrare tutti coloro che saranno iscritti nelle liste elettorali, in modo da far sentire la voce e le esigenze del territorio a chi sarà chiamato a rappresentare il Bellunese nel prossimo consiglio regionale.

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