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mercoledì, Aprile 29, 2026
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Biblioteca comunale chiusa. Le proteste della Lega

Palazzo Crepadona, sede della Biblioteca Comunale di Belluno

“L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Jacopo Massaro che aveva assicurato di non interrompere il servizio bibliotecario comunale, durate il restauro di palazzo Crepadona, creando una struttura sostitutiva presso palazzo Bembo manca ancora una volta di
volontà e, complice il COVID-19, lascia orfana la nostra città della sua biblioteca”.

Lo evidenzia in una nota congiunta la segreteria di Sezione della Lega – ‘Città di Belluno’ e il Gruppo consigliare ‘Lega’ in Consiglio Comunale di Belluno.

“Basta accedere al sito della biblioteca comunale, consultare la tabella degli orari, e si scopre che, tutti i giorni della settimana e a qualsiasi ora del giorno, i battenti delle sale di lettura saranno chiusi. Una situazione che come Lega – Salvini Premier ci fa pensare alla luce di quelle che erano state le promesse, ancora una volta vane, di questa amministrazione. Una situazione che alla luce di lavori e dell’emergenza sanitaria rischia di
protrarsi ben oltre i termini previsti dato che negli avvisi esposti non vi sono date o garanzie. Fortunatamente la nostra città dispone di diverse biblioteche private (Fondazione Angelini, biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”, Isbrec), aperte al pubblico, al prestito interbibliotecario ma soprattutto a disposizioni degli studenti bellunesi. Fanno però riflettere le dichiarazioni dell’autunno scorso di alcuni esponenti di maggioranza, secondo i quali il servizio bibliotecario non sarebbe potuto venir meno e avrebbe dovuto marciare accanto
agli studenti. Dichiarazioni che, oggi, stridono e vanno in contrasto con la realtà dei fatti.
Questa vicenda, così come altre prese in esame dal nostro partito in questi ultimi mesi, dimostra in modo plateale la poca unità d’intenti interna alla maggioranza che spesso disattende quanto dichiarato di voler portare a termine limitando così i servizi alla cittadinanza e soprattutto alle fasce giovanili di Belluno”.