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domenica, Ottobre 24, 2021
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La mattanza degli animali selvatici

Quando, nella zona dove vivo, ammiro gli animali selvatici mi verrebbe da gridare e chiedere al mondo intero: vi sembrano dei distruttori? Ovviamente: no! Eppure vengono continuamente descritti come tali.

Del resto come poter giustificare un abominio intollerabile come la strage di mamme cerve e loro piccoli, se non infangandoli?
E’ sempre stato così, ed ogni volta, in certi articoli strappa consensi puntualmente sbandierati sulla stampa all’avvicinarsi della stagione venatoria, sempre più anticipata, o alla campagna elettorale, viene omesso di precisare che i censimenti di questi bellissimi animali, Patrimonio Indisponibile dello Stato, cioè di tutti noi, sono privilegio intoccabile dei cacciatori stessi, diretti interessati alle mattanze, dati poi gestiti da amministratori dello Stato sempre più inchinati e permissivi.

Recentemente la Provincia di Belluno ha acconsentito lo sparo a femmine e piccoli fino a 400 metri di distanza (con grande probabilità di ferirli e grande rischio per la pubblica incolumità) e addirittura fino ad un’ora dopo il tramonto (buio pesto), e non più fino a mezz’ora, riduzione ottenuta a suon di proteste in difesa della pubblica incolumità messa a rischio anche dagli investimenti di questi animali, investimenti che aumentano proprio nel periodo di caccia perché gli animali braccati o spaventati da fucilate improvvise attraversano incautamente le nostre strade. (molte altane dalle quali si spara, nonostante siano state segnalate negli anni, sono posizionate proprio lungo strade principali).

Non solo: questi presunti danni sono mai stati conteggiati e pubblicati? E i censimenti che solitamente si effettuano ad aprile, quando sono stati fatti dato che quest’anno c’era il fermo dovuto al covid?

Che dire poi dei cinghiali, in molti luoghi inseriti dalle stesse associazioni venatorie per evitare le trasferte e cacciare comodo a ‘domicilio’, nonché foraggiati, così aumentano di numero, dagli stessi che poi li andranno a fucilare? Non c’è alcuna volontà di risolvere l’eventuale problema dei cinghiali perché con la scusa del controllo, a suon di fucilate, si caccia tutto l’anno, giorno e notte. Mi auguro che sindaci e Prefetto, preposti alla pubblica incolumità vigilino severamente sui presunti esuberi poiché, come da anni segnalo, se i censimenti, dai quali dipendono i piani di abbattimento, non fossero corretti verrebbe ad aumentare il rischio per la sicurezza delle persone poiché ci saranno quei cacciatori che nell’incapacità di reperire animali altrove andranno a stanarli vicino a case strade, episodi che segnalo da anni.

Concludo: vivo da 30 anni in mezzo ad un bosco delle Prealpi bellunesi e da dieci anni , durante la stagione di caccia, proteggo dalle doppiette un’area piuttosto vasta, e quando sento parlare di danni ed esuberi, che qui non vedo, non posso che pensare che da sempre le più grandi nefandezze si nascondono dietro le più grandi menzogne!

Tamara Panciera Mel Belluno

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