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Zanoni (PD): “Il professor Crisanti è una risorsa indispensabile, irresponsabile perdere le sue competenze con i contagi che stanno di nuovo aumentando”

Venezia, 20 luglio 2020  –  “Non possiamo permetterci di perdere le competenze del professor Crisanti, proprio in un momento in cui i dati sui contagi da Covid-19 mostrano un nuovo aumento. Zaia sta tradendo il modello veneto”. È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico esprimendo la propria preoccupazione per l’intenzione del professor Andrea Crisanti di abbandonare il Comitato tecnico scientifico della Regione sull’emergenza Covid.

“Le sue intuizioni sono state decisive per limitare i contagi e quindi le morti in Veneto. Se non fosse stato per lui, per la sua brillante iniziativa di procurarsi con largo anticipo i reagenti per i tamponi prima che sparissero dal mercato, o per la decisione di effettuare i tamponi a tappeto anche agli asintomatici, andando contro l’Oms e i vertici della sanità veneta, avremmo probabilmente seguito la triste sorte della Lombardia dove non si è riusciti a frenare l’epidemia per scelte sbagliate. Spesso nemmeno i sanitari in prima linea sono stati sottoposti a tampone. Dovremmo ringraziare Crisanti, anziché, per esigenze tutte politiche, affidarci a chi dice che il virus è morto”.

“La realtà è che Zaia non accetta chi possa fargli ombra, a maggior ragione in campagna elettorale. L’astio nei confronti del professore sembra sia cominciato proprio da quando ho proposto di assegnare a Crisanti il prestigioso premio ‘Leone del Veneto’ e il giorno dopo l’amministrazione di Padova gli ha conferito il riconoscimento ‘Il sigillo della città’. È innegabile che da allora Zaia ha cominciato a sminuire la sua figura e il suo operato nelle conferenze stampa quotidiane, dirottando i successi nella lotta al Covid 19 verso se stesso e altre figure professionali della sanità regionale, ovvero ancora se stesso”, attacca Zanoni, ribadendo le proprie preoccupazioni.

“Crisanti ha dichiarato che il suo passo indietro è dovuto alle divergenze con le opinioni dei nuovi esperti a cui Zaia si sta affidando, convinti che il virus sia morto. Sono timori che condivido perché potrebbero portare Zaia a fare scelte potenzialmente catastrofiche per la nostra incolumità sanitaria e dunque per la nostra vita. Mi auguro che il presidente abbandoni almeno su questo fronte la campagna elettorale permanente e faccia un passo indietro. Torni ad ascoltare il professor Crisanti, riprendendo quella proficua collaborazione che ha permesso di evitare in Veneto il disastro occorso ad esempio nella vicina Lombardia o, oltre confine, in Paesi governati da altre figure molto vicine alla Lega come gli Usa, il Brasile o il Regno Unito”.

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