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Provincia al lavoro per l’adeguamento delle aule, in vista del prossimo anno scolastico. Bogana: «Raccogliamo le esigenze dei presidi. Gli spazi non saranno un problema»

Palazzo Piloni, sede dell’amministrazione provinciale

Gli spazi per la didattica nel prossimo anno scolastico non costituiranno un problema: la Provincia interverrà negli istituti superiori di sua proprietà a seconda delle esigenze che saranno evidenziate dai presidi. A disposizione c’è un “tesoretto” di 500mila euro: si tratta di risorse che rientrano nei fondi Pon (Programma Operativo Nazionale, del Miur), dedicate appositamente a interventi di “edilizia leggera”. È questa l’indicazione emersa dall’incontro di oggi pomeriggio tra l’amministrazione provinciale e i dirigenti scolastici del territorio (presenti anche i dirigenti degli istituti comprensivi, oltre ai vertici di Dolomitibus, per affrontare la questione del trasporto da e per le scuole); riunione che è arrivata a poche ore da quella con l’Ufficio Scolastico Regionale, in cui sono state analizzate le linee guida per la ripartenza della scuola a settembre.

Amalia Serenella Bogana, vicepresidente della Provincia

«La Provincia ha già scritto a tutti i presidi, chiedendo di evidenziare fabbisogni di spazi e criticità, sulla base delle indicazioni ministeriali anti-Covid. Invitiamo le scuole a farci sapere quali sono le esigenze – ha detto la consigliera provinciale con delega a istruzione ed edilizia scolastica, Serenella Bogana -. Sappiamo che sarà un anno impegnativo, ma abbiamo i fondi Pon per interventi leggeri, vale a dire per quei piccoli lavori – come l’abbattimento di una parete – che possono garantire il rispetto delle linee guida».

Gli uffici della Provincia stanno già lavorando da qualche settimana alla ricognizione degli edifici degli istituti superiori. E una volta raccolte le risposte dei dirigenti scolastici, potranno avviare gli interventi. L’idea di base è quella di rigenerare gli spazi all’interno delle scuole, soprattutto laddove ci siano stanze sottoutilizzate; e di creare nuove aule, dove possibile. Nel frattempo, non si ferma il vasto piano edilizio varato sulle strutture prima della pandemia, secondo il quale la Provincia interverrà in maniera importante in diverse scuole. Durante l’estate sarà eliminato l’amianto dal Renier (i lavori verranno conclusi con la fine di agosto) e verranno sostituiti i serramenti del liceo Galilei, dove proprio in queste settimane saranno ricavate due nuove aule dall’ex appartamento del custode. Rinviati invece al prossimo anno i lavori di adeguamento sismico al Brustolon, per una durata di cantiere prevista attorno ai due anni.

«Possiamo cogliere l’occasione per un ragionamento più ampio, che ci consenta di razionalizzare gli spazi – ha continuato la consigliera Bogana -. Nel giro di 10 anni, noi perderemo circa 400 ragazzi, vale a dire 20 classi delle scuole superiori. È un problema di spopolamento che ci impone delle scelte. Il prossimo anno scolastico sarà necessariamente impegnativo, ma possiamo garantire luoghi adeguati e sicuri per i nostri ragazzi e per il corpo docente».

Altro capitolo è quello del trasporto scolastico, soprattutto per quanto riguarda gli istituti superiori del capoluogo, di Feltre, dell’Agordino e del Cadore. Dolomitibus è disponibile a ripartire a settembre con gli stessi quadri orari dello scorso anno: lo ha annunciato all’incontro di oggi con i presidi e lo ribadirà in un passaggio con il tavolo provinciale trasporti, che si aggiornerà entro fine mese. Sarà quella l’occasione per capire le esigenze delle scuole relativamente a ingressi e uscite scaglionati.
«Servirà un po’ di pazienza per trovare la quadra, che non sarà certo al ribasso per la scuola e per il bene dei nostri studenti – ha concluso la consigliera Bogana -. La Provincia cercherà di andare incontro a tutte le richieste. Il tavolo con i dirigenti scolastici sarà riaggiornato entro una decina di giorni per scendere più nel dettaglio e dare concretezza».

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