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Bitfinex: svelato il mistero dietro il lancio di LEO

La rimonta di Bitfinex presso il pubblico cinese negli ultimi anni ha sorpreso non pochi degli investitori interessati alle criptovalute. L’exchange, infatti, non se la passava affatto bene e l’interesse del pubblico cinese era migrato su altre soluzioni.

Non si tratta affatto di una sorpresa: gli exchange sono piattaforme che operano in un settore in continua e rapida evoluzione e spesso sono stesso i principali investitori che suggeriscono di migrare su una nuova piattaforma.

Non è cosa rara, dunque, assistere al declino di un exchange, anche di uno particolarmente famoso e rilevante come bitfinex.

Valutazione completamente diversa per i come back. La rinascita di un exchange non è cosa a cui si assiste tutti i giorni.

Bitfinex lancia LEO e torna in auge

La chiave dietro la rimonta di Bitfinex è stato il lancio della criptovaluta dedicata alle transazioni sull’exchange.

Una pratica estremamente comune volta a rendere ancora più veloci le operazioni di acquisto dei token messi a disposizione dall’exchnage, la creazione di una propria crypto permette allo stesso tempo di raccogliere nell’arco di pochi giorni una buona liquidità e attirare un gran numero di investitori.

La ICO (Initial Coin Offering) della criptovaluta di Bitfinex, LEO, infatti, ha permesso alla piattaforma di ottenere in poco tempo un finanziamento di oltre 1 miliardo di dollari.

Una simile ICO ha permesso alla piattaforma di riconquistare il pubblico cinese e di riaffermarsi sul mercato mondiale.

Si ricorda, infatti, che il mercato cinese è considerato una delle realtà più dinamiche e vivaci in seno agli investimenti online sulle criptovalute. La maggior parte degli exchange hanno base a Hong Kong e sfruttano i bassi livelli di tassazione imposti dalle autorità locali per garantire commissioni vantaggiose per le transazioni.

Zhao Dong: l’uomo dietro il successo di LEO

Dietro il successo dell’ICO di Leo vi è, tuttavia, un segreto o, per meglio dire, un uomo in particolare.

Si tratta di Zhao Dong, CEO di RenrenBit, un altro exchange e piattaforma di prestiti online. Secondo alcune indagini, infatti, sarebbe stato proprio il CEO di RenrenBit a organizzare una massiccia partecipazione all’ICO di LEO, andando ad investire egli stesso ingenti somme sul nuovo token di Bitfinex.

Ma si è trattato di un passo falso?

Del resto Zhao Dong sarebbe allo stesso tempo uno dei principali investitori su Bitfinex. Sotto questa luce, infatti, il suo intervento sull’ICO di LEO contravverrebbe ad alcune leggi imposte dal Governo cinese per la regolamentazione delle transazioni finanziarie e degli investimenti realizzati all’interno del paese.

Si aprono le indagini su Zhao Dong

Non è una sorpresa, dunque, la notizia dell’arresto di Zhao Dong.

I media cinesi fanno sapere che si è trattato solo di un interrogatorio che non interessa, comunque, le attività di RenrenBit. Le attività della piattaforma, comunica il responsabile marketing di RenrenBit, proseguono senza interruzioni e tutti i dipendenti continuano a presentarsi al lavoro come da contratto.

Le autorità confermano la versione fornita dal responsabile: ad essere posta sotto indagine non è la società quanto le attività del suo CEO, Zhao Dong.

Per adesso non sono disponibili i risultati dell’indagine né tantomeno sono stati pubblicati i risultati dell’interrogatorio.

Si sa solo che Zhao Dong è stato rilasciato per il momento e che questo colpo potrebbe risultare fatale per RenrenBit. Il mondo degli exchange, infatti, si affida molto al rapporto di fiducia tra investitori ed exchange: non esistono al momento regolamentazioni capaci di rendere questo settore sicuro tanto quanto lo è il trading online.

Basta un sospetto di illecito per provocare una massiccia migrazione di investitori su altre piattaforme: questa potrebbe essere la fine di RenrenBit e l’inizio di una nuova fortuna, invece per Bitfinex.

In attesa del risultato delle indagini, per adesso non si può che stare all’erta.

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