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Belluno Alpina e volontari collegano Nevegal e Valmorel dopo 65 anni. Dal Farra: “Bene puntare su Cortina, ma la Regione non dimentichi le Prealpi”

“Avanti decisi su Cortina, mondiali, olimpiadi, la viabilità del Cadore,…alle quali pensiamo sia necessario agganciare (con la concretizzazione di opere strategiche) le Prealpi, dove come associazione e volontari stiamo lavorando duramente anche con l’organizzazione di iniziative e eventi”: l’associazione Belluno Alpina sottolinea le attenzioni necessarie al comprensorio Quantin-Nevegal-Ronce-Valmorel.

“Il turismo è la prima economia locale, siamo d’accordo, e per questo pensiamo che sia necessario intervenire subito”, spiega il presidente Gimmy Dal Farra. “Con questo nuovo turismo post-epidemia, crediamo che sia inevitabile investire su interventi come il lago a La Grava, la strada silvopastorale, il percorso naturalistico, il Giro d’Italia, e su tutte le proposte che come associazione stiamo portando avanti con gli enti del territorio. Non abbiamo le risorse per portarle avanti in prima persona, ma abbiamo forza e contatti importanti: se la Regione supportasse economicamente queste idee, siamo pronti fin d’ora a impegnarci per trovare investitori nell’accoglienza turistica, come il recupero dell’Hotel Olivier e nella gestione del Rifugio Brigata Alpina Cadore”.

Belluno Alpina lancia quindi un appello a Venezia: “Se le Dolomiti sono le montagne di Venezia e Cortina è la regina delle località turistiche, noi del comprensorio dei comuni di Belluno, Ponte nelle alpi e Limana chiediamo al presidente Zaia e alla Regione Veneto un impegno forte anche per le Prealpi, rilanciando un impegno forte a supporto del progetto antispopolamento Ronce 2020 per aiutare il turismo locale e per continuare a far lavorare i residenti, che altrimenti non hanno altra scelta se non quella di abbandonare la montagna per cercare lavoro altrove. Vogliamo continuare a vivere e investire nelle nostre terre e con interventi concreti e strategici lo possiamo fare con ancora più determinazione”.

In attesa di segnali da Venezia, i volontari non stanno con le mani in mano: “Domenica, grazie anche all’aiuto di due cacciatori della zona, come Belluno Alpina abbiamo riaperto il sentiero che collega Nevegal con Valmorel, finalmente riuniti dopo 65 anni”, aggiunge il vicepresidente dell’associazione Rodolfo De Min. “Si tratta di un sentiero lungo 12 chilometri, la famosa strada silvopastorale per la quale attendiamo l’intervento della Regione e che, una volta utilizzata per la pulizia del bosco dagli schianti di Vaia, dovrà essere il tracciato per il trenino turistico: le due squadre sono partite rispettivamente da Casera Valpiana in Valmorel, a Limana, e da Valdart, a Belluno, per trovarsi esattamente a metà percorso, nella Val de la Valanga sotto il Visentin. È stato un lavoro impegnativo, tra schianti di Vaia e decenni di abbandono, che restituisce un percorso turistico e naturalistico di sicuro interesse”.

Il percorso parte da La Grava o da Col Canil, poi i due sentieri si riuniscono a Valdart, passa per il Troi dei For e Sambuga nel territorio del comune di Belluno, passa nel comune di Limana a Casera Pianezze e si conclude in Valmorel.
“Ringraziamo tutti i volontari che hanno fatto un lavoro durissimo e importantissimo per collegare queste due località turistiche”, concludono i vertici dell’associazione Belluno Alpina.

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