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Caccia. Zanoni e Bigon (PD): “Calendario venatorio regionale scritto dai cacciatori. Grave l’esclusione dal tavolo di tutte le altre associazioni”

“Un piano scritto sotto dettatura della lobby venatoria che, ancora una volta non recepisce le indicazioni dell’Ispra né quelle ministeriali, un piano adottato senza criteri scientifici ma solo per interessi elettorali: si potrà quindi sparare anche a specie a rischio. Non c’è nessuna novità rispetto allo scorso anno, è un’autentica vergogna”. È netto il giudizio del consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, vicepresidente della commissione Ambiente, e della collega Anna Maria Bigon sul nuovo calendario venatorio approvato dalla Giunta Zaia che ricalca esattamente quello del 2019.

“Specie in declino o a rischio come la Moretta e il Combattente, il Moriglione e la Pavoncella potranno essere uccise, quando invece dovrebbero essere protette. Così avviene in altre Regioni e così hanno chiesto recentissimamente da Ispra da un lato, Commissione Europea e ministero dell’Ambiente dall’altro. Come Intergruppo per il benessere e la conservazione della natura e degli animali avevamo fatto un appello direttamente a Zaia per salvare almeno queste quattro specie di uccelli migratori in declino, rimasto inascoltato. La stessa sorte stanno avendo da anni le raccomandazioni dell’Ispra, un istituto scientifico dello Stato riconosciuto a livello internazionale – aggiungono i due consiglieri – dallo spostamento della data di apertura della caccia al primo ottobre anziché metà settembre, alla chiusura (almeno per le specie in declino) al 31 dicembre o metà gennaio e non alla fine di gennaio, dalle limitazioni per carnieri a quelli per l’addestramento dei cani da caccia”.

“Chi invece ha trovato ampio e generoso ascolto nella Giunta Zaia sono i rappresentanti delle doppiette, che hanno confermato tutta la propria ingordigia, non cedendo neanche sulle specie in declino nonostante dichiarino di tutelare l’ambiente. Troviamo gravissimo il modo di agire dell’assessore alla Caccia Giuseppe Pan: gli ricordiamo che in Veneto non sono solo i cacciatori a nutrire interesse per la fauna selvatica, ma anche moltissimi cittadini e associazioni, scientifiche, ambientaliste e animaliste radicate nel territorio. Perché sono state escluse dal tavolo, perché si è scelto di sentire una sola campana, di certo quella meno numerosa? L’unica buona notizia è che è l’ultimo calendario venatorio approvato da questa Giunta. Ci auguriamo che il successore di Pan agisca rispettando criteri scientifici e tecnici, dimostrando una maggiore sensibilità e volontà di ascolto e dialogo con tutti i soggetti interessati: non dovrebbe essere difficile”.

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