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sabato, Ottobre 31, 2020
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Manifestazione per il tpl, Padrin: «Stiamo lavorando per la ripartenza, ma servono misure straordinarie da parte dello Stato»

«Il trasporto pubblico locale è un servizio irrinunciabile per il nostro territorio e un sistema di rete che va dagli utenti fino al vertice delle aziende che effettuano le corse con bus e corriere. Il lockdown ha fatto saltare alcune connessioni di questa rete e adesso spetta a tutti noi, con l’aiuto del Governo e della Regione, rimettere insieme i pezzi e garantire la ripartenza». È il contributo del presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, portato all’incontro con il Prefetto, a margine della manifestazione a favore del tpl organizzata insieme ai consumatori, ai lavoratori di Dolomitibus e ai sindacati.

La delegazione di sindaci, amministratori, sindacati e Rsu ha consegnato al Prefetto un documento unitario, sottoscritto da tutti i portatori di interesse del territorio bellunese, in cui si chiedono al Governo stanziamenti di risorse aggiuntive per il sistema di trasporto pubblico. Perché il combinato disposto del lockdown e delle misure anti-Covid ha portato prima alla riduzione al minimo dei collegamenti autobus e poi, nel momento della riapertura parziale, al crollo degli utenti. «Uno shock pazzesco per il trasporto pubblico, che si ripercuote sulle casse dell’azienda Dolomitibus e che ci vede costretti a chiedere risorse in più allo Stato per far fronte a una situazione altrimenti ingestibile – sottolinea il presidente Padrin -. L’emergenza del momento va risolta con misure altrettanto emergenziali, perché la tenuta del sistema non può essere messa in discussione, come non può essere messo a rischio il servizio pubblico, che in una provincia montana e fatta di piccoli borghi e frazioni come la nostra significa diritto alla mobilità, al lavoro, all’istruzione e anche sviluppo turistico».

«In queste settimane abbiamo lavorato per la riattivazione parziale e progressiva di diversi collegamenti e da inizio luglio partirà il calendario estivo di Dolomitibus. In questo modo arriveremo più o meno al 60% del servizio erogato normalmente – continua il presidente Padrin -. Sappiamo che ancora non è sufficiente e proprio per questo avvieremo nuovi confronti con l’azienda, anche per preparare al meglio il ritorno a scuola a settembre, nelle modalità che verranno indicate dal ministero».

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