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Grandi derivazioni idroelettriche, astensione Pd. Zanoni: “Avevamo chiesto che venisse assegnata una percentuale di energia elettrica alla provincia di Belluno pari al 100%”

“Serviva un Pdl organico e invece è arrivato in aula un provvedimento incompleto e carente per la parte ambientale. Alcune nostre proposte sono state accolte, altre rinviate e dunque abbiamo deciso di astenerci”.

Così Andrea Zanoni, correlatore del Pdl 486 ‘Prime disposizioni in materia di grandi derivazioni ad uso idroelettrico’ motiva il voto del gruppo consiliare del Partito Democratico.

“Era un progetto atteso da tempo, che prevede il passaggio di questi impianti alla proprietà pubblica alla scadenza delle autorizzazioni e stabilisce i proventi che i concessionari dovranno destinare al servizio pubblico.

In Veneto – ha ricordato – gli impianti sono 32, la maggior parte collocati nel Bellunese. Un numero consistente, per cui serviva un progetto di legge più strutturato. Questo, invece, è carente per la parte ambientale. Non vengono trattate alcune problematicità, dal deflusso minimo vitale al deflusso ecologico, fino alla questione dell’ittiofauna. Eppure nel corso della legislatura le associazioni dei pescatori hanno più volte chiesto l’intervento dell’autorità pubblica, perché alcune manutenzioni hanno portato a un’importante liberazione di fanghi con un altrettanto importante moria di pesci, episodi su cui ci sono stati atti ispettivi da parte nostra. La Lombardia – ha sottolineato ancora il vicepresidente della commissione Ambiente – ha approvato una legge analoga con 25 articoli anziché 6, affrontando le tematiche dei controlli, della vigilanza, della tutela dell’ambiente e della biodiversità”.

“In Commissione – ha poi aggiunto – avevamo chiesto che venisse assegnata una percentuale di energia elettrica alla provincia di Belluno pari al 100%, richiesta accolta sebbene con sfumature diverse, di inserire per quanto riguarda la destinazione dei benefici dell’energia elettrica anche la loro condizionalità al miglioramento ambientale, di prevedere dei sistemi di telecontrollo per quanto riguarda sia il deflusso che l’energia elettrica prodotta e infine di inserire una norma relativa al miglioramento e alla questione deflusso ecologico sempre in linea con obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030. Proposte non accolte e che, ci è stato detto, saranno valutate nell’ambito del Pdl 505 presentato dalla Giunta. Avevamo chiesto di unificare i due testi, visto che hanno analogo oggetto, ma la maggioranza ha detto no. Peccato però che, visti i tempi, quel Pdl non verrà mai discusso in questa legislatura”.

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