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sabato, Ottobre 31, 2020
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La sanità veneta si è fermata in provincia di Belluno * di Moira Fiorot

Moira Fiorot

La sanità veneta si è fermata in provincia di Belluno. Parafrasando il famoso romanzo di Carlo Levi – Cristo si è fermato ad Eboli – Rifondazione comunista vuole ancora una volta denunciare le gravi conseguenze delle sbagliate scelte del governo regionale.

L’ultimo grave fatto si è verificato sabato – il distacco della placenta di una mamma all’ottavo mese che ha dovuto essere trasportata in ambulanza fino a Belluno perché il punto nascite di Pieve di Cadore è chiuso non solo ma a pieve è stata tolta anche la reperibilità ginecologica.

Questo lungo viaggio ha messo in pericolo la vita della mamma e anche del neonato che ora si trova a Padova in terapia intensiva. La chiusura del Punto nascite per l’ospedale di Pieve di Cadore, lo smantellamento del laboratorio di Endoscopia qualche settimana fa all’ospedale di Agordo, la non riapertura della Chirurgia e della Traumatologia sempre in quell’ospedale, la privatizzazione del servizio di ambulanze dell’ ospedale di Auronzo, la cancellazione di qualche centinaio di posti letto fra tutti gli ospedali provinciali, lo spostamento in altre provincie di ambulatori importanti, l’accorpamento oramai decennale di interi reparti nei fine settimana sono la fotografia della negazione di un diritto sancito dalla costituzione quale il diritto alla salute ai cittadini di questa provincia.

Di fronte all’invecchiamento della popolazione e del crollo delle nascite tutti questi disservizi o negazione di servizi raccontano sulla nostra pelle come le scelte sanitarie nelle aree montane o comunque marginali devono rispondere non ad un parametro di economicità ma ad un solo parametro: il diritto alla salute ovunque io abiti.

Zaia da anni racconta che la sanità nel Veneto è una sanità di eccellenza. Noi di Rifondazione, invece, pensiamo e purtroppo i fatti ci danno ragione che da anni la Regione ha scelto di investire tantissime risorse in centri di eccellenza qua e là nel Veneto ed ha abbandonato la sanità di montagna. Nella nostra provincia da anni insieme a comitati ed amministratori abbiamo denunciato e protestato per scelte inconcepibili e alla fine dannose anche dal punto di vista economico. La provincia di Belluno ha bisogno per affrontare il futuro di fermare lo spopolamento continuo dovuto alla mancanza prima di tutto di servizi primari come una sanità di prossimità . lo spopolamento è il nostro più grave problema e lo potremmo fermare solo attraverso scelte che guardino al territorio e ai cittadini: Rifondazione comunista chiede che i soldi previsti per grandi eventi come le olimpiadi siano usati per ridare una speranza di vita a questa provincia: usiamo i soldi delle grandi opere per finanziare la sanità pubblica di montagna.

Moira Fiorot – P.R.C. Belluno/ P.R.C. Veneto

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