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Centro estivo comunale. Pellegrini: “Entro una decina di giorni il via a tariffe invariate”

Lucia Pellegrini – Assessore

Il Coronavirus non ferma il centro estivo comunale di Belluno, che aprirà tra il 22 giugno e il 1 luglio a Mier e, nonostante i crescenti costi legati ai requisiti per il rispetto dei nuovi standard igienico-sanitari, le tariffe non subiranno variazioni rispetto al 2019. Questo quanto deliberato dalla Giunta comunale del capoluogo.

«Solamente a fine maggio, con l’ordinanza regionale e l’approvazione delle linee guida, abbiamo potuto capire i requisiti necessari per lo svolgimento in sicurezza dei centri estivi. – spiega l’assessore alle politiche sociali, Lucia Pellegrini – Abbiamo quindi subito ricercato una struttura comunale dotata di ampi spazi all’interno, ma soprattutto all’esterno, e che fosse già dotata di attrezzature e giochi: per questo la scelta è caduta sulla scuola dell’infanzia di Mier e sulla palestra dell’Istituto Renier». Per accelerare il processo, poi, la progettazione vede impegnati «l’Ufficio Politiche Educative e la cooperativa Kairos, che già lo scorso anno ha gestito il servizio», sottolinea Pellegrini.

Grazie all’impegno economico del Comune di Belluno, che potrà arrivare fino a 36mila euro, verranno mantenute inalterate le tariffe, ma non solo: queste risorse serviranno anche a coprire i costi legati alla riorganizzazione post-Covid del servizio e per calmierare le rette in favore delle famiglie con un ISEE inferiore a 8.000 euro.
Nei prossimi giorni verranno diffuse ulteriori informazioni sulle modalità di iscrizione e di svolgimento dei corsi estivi, che si concluderanno il 28 agosto.

«Nonostante le grandi difficoltà che tutti ben conosciamo, siamo in grado di avviare molto presto i centri estivi, forse anche qualche giorno in anticipo rispetto allo scorso anno. – commenta il sindaco Jacopo Massaro – È un servizio molto richiesto dalle nostre famiglie, di primaria importanza tanto più in un periodo come questo che vede le famiglie alla ricerca di supporto nell’affrontare le sfide legate all’epidemia e alla ripresa. Per questo, ci è sembrato doveroso non rivedere le tariffe, anche se rispettare tutte le prescrizioni relative ai nuovi standard comporterà costi importanti per la loro gestione: in questo momento, è però fondamentale dare un concreto segnale di vicinanza alle famiglie».

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