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Storie di vita, #storiedirose: al via il contest fotografico e narrativo del Museo Etnografico della Provincia di Seravella

È partito in quarta #storiedirose, contest fotografico e narrativo curato dal Museo Etnografico della Provincia di Belluno. Nel giro di pochi giorni, il progetto ha già raccolto i primi contributi sui social. Foto e racconti che continueranno ad arrivare e a essere pubblicati sulla pagina Facebook “Amici Museo Seravella”.

Il leit-motiv è la rosa. Infatti, nella villa di Seravella è presente un grande roseto, che nei decenni ha messo insieme rosai di vario genere, provenienti da tutto il mondo. Dietro a ogni pianta, però, si cela una storia. Nel giardino ci sono due rose sradicate dalla terribile ondata che ha oltrepassato la diga del Vajont il 9 ottobre del 1963, ritrovate da una coppia di anziani sul sedime del Piave qualche chilometro più a valle. Ci sono rosai che sono giunti dai giardini di balie da latte, giovani donne che andavano ad allattare i figli delle più importanti famiglie aristocratiche italiane, lasciando a casa il proprio bambino con risvolti spesso drammatici. Altre rose provengono da talee raccolte addirittura oltreoceano, nei giardini di emigranti bellunesi in Brasile. E ancora rose che provengono da eleganti ville venete, da giardini di case rurali e contadine, da canoniche di paese, da appassionati e collezionisti della provincia di Belluno che raccontano di un paesaggio rurale ancora tangibile nella montagna bellunese. Tutti i rosai presenti nel giardino sono stati donati negli anni da persone che sono entrate in contatto con il Museo; nessuna pianta è stata comprata in un vivaio, segno di una cultura ancora viva di scambio e di condivisione, e di un forte legame del Museo con il territorio e i suoi abitanti.

Simone Deola

«Scambio e condivisione che adesso possono correre anche sul web. È questa l’idea del contest #storiedirose – spiega il consigliere provinciale con delega alla cultura, Simone Deola -. Aspettiamo fotografie e racconti di vita che si celano dietro piante di rose. I social e in particolare Instagram sono un veicolo straordinario di promozione e iniziative come questa hanno proprio lo scopo di diffondere quanto di straordinario c’è a Seravella».

Per partecipare al contest basta postare una foto e un breve racconto o descrizione sul proprio profilo Facebook, aggiungendo gli hashtag #storiedirose e #rosedelledolomiti (i contributi saranno poi rilanciati dai profili sociale del Museo). In alternativa, è possibile inviare il materiale alla mail seravella@isoipse.it (o via Whatsapp al 3519927115).

«Il Museo etnografico è un patrimonio per il nostro territorio e la condivisione delle storie di rose è un modo per far conoscere tanti piccoli racconti di vita – continua il consigliere Deola -. Ricordo che la villa di Seravella è stata riaperta dopo il lockdown e in via del tutto eccezionale sarà visitabile anche il 2 giugno, dalle 15 alle 18. Inoltre, c’è ancora posto per l’apertura serale di sabato 30: basta prenotarsi via mail all’indirizzo museoseravella@provincia.belluno.it. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito e contribuiscono alla creazione e al mantenimento del roseto, in particolare la dottoressa Perco, già direttrice del Museo, e la ditta Unifarco».

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