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venerdì, Luglio 30, 2021
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Nuovo censimento e monitoraggio coordinato dei nidi: parte il progetto “Belluno città delle rondini”

(foto: Marchesini Etologia)

Primo sopralluogo operativo del progetto “Belluno città delle rondini”. Ieri pomeriggio i soggetti organizzatori dell’iniziativa di tutela del volatile hanno effettuato una ricognizione dei nidi e delle colonie di rondini, rondoni e balestrucci presenti in centro storico. E hanno programmato le prossime mosse: nuovo censimento aggiornato dei nidi, monitoraggio coordinato ed eventuale installazione di piccole strutture per evitare la caduta del guano, diverse dalle tavolette posizionate nel 2017 (che sembrano dannose, in quanto creano una postazione privilegiata per cornacchie e corvidi per predare i nidi). La proposta è di dare anche una funzione di informazione a questi supporti, che potrebbero segnalare la presenza di rondini e invitare così il passante a sollevare lo sguardo. L’idea al momento è quella di utilizzare ombrelli a rovescio, in grado di raccogliere il guano e allo stesso tempo di indicare i nidi.
Al sopralluogo ieri erano presenti il consigliere provinciale Franco De Bon e l’assessore all’ambiente del Comune di Belluno Alberto Simiele, assieme all’esperto faunista Giuseppe Tormen e al consigliere della riserva alpina di caccia di Belluno Luca Dalla Bernardina.
«Sarà necessario portare avanti un nuovo censimento dei nidi, per capire quanti sono utilizzati e quanti no – spiega Franco De Bon -. Gli ultimi dati, relativi a qualche settimana fa, ci dicono che la popolazione di rondini a Belluno è in leggero aumento rispetto agli ultimi anni. Se confermato, si tratta di un dato estremamente importante, che rende ancora più decisiva l’azione del progetto “Belluno città delle rondini”. Dovremo estendere poi il censimento ad altre aree della nostra provincia, tema che stiamo affrontando grazie all’interessamento di alcuni cittadini. Crediamo sia l’occasione giusta per un gioco di squadra con il mondo venatorio, che ha già dato la disponibilità a partecipare al progetto e nei prossimi giorni monitorerà i nidi del centro di Belluno».
Al vaglio della Provincia, che ha coinvolto anche i Carabinieri forestali, anche la possibilità di predisporre una campagna di sensibilizzazione della cittadinanza, e un documento tecnico contenente alcune linee guida per il restauro degli edifici e la conservazione dei nidi in fase di lavori edili su facciate di case e porticati che abbiano riscontrato la presenza di rondini.
«La salvaguardia della biodiversità e la tutela delle rondini sono temi che non faticheremo a comunicare ai cittadini – commenta l’assessore all’ambiente del Comune di Belluno, Alberto Simiele -. Durante il giro di sopralluogo abbiamo avuto modo di ascoltare anche il parere di qualche commerciante del centro storico e nessuno ha manifestato fastidio per la presenza di nidi abitati davanti alla propria attività, anzi è emerso l’interesse per la loro tutela. Il problema del guano, che può creare un’immagine di degrado, può benissimo essere risolto con l’installazione di particolari supporti e con la sinergia che si è creata con Provincia e associazioni».

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